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Il futuro della medicina è nelle start-up

Un ambito in cui c’è un costante bisogno di innovazione tecnologica è quello medico. Sia la prevenzione che la cura possono diventare più semplici ed efficaci affinando le tecnologie mediche. E visto lo stretto legame tra start-up e tecnologia, è proprio in questa tipologia di imprese che si vedono i risultati più innovativi degli ultimi anni.

Nel Maggio 2013, il Premio Start-up dell’Anno organizzato da PNICube, associazione degli incubatori universitari, è andato alla start-up biomedica NISO Biomed, produttore e rivenditore di dispositivi diagnostici per la prevenzione di tumori e malattie gastrointestinali.

NISO Biomed è un’azienda torinese la cui missione è proprio quella di rendere meno invasive le fasi di indagine medica. Lo strumento che ha permesso di vincere il premio si chiama EndoFaster 21-42, ed è un dispositivo da utilizzare insieme all’endoscopio durante le gastroscopie. Questo strumento permette di analizzare in tempo reale nella mucosa gastrica l’Helicobacter Pylori e individuare fattori di rischio legati a tumori o altre malattie dello stomaco. In questo modo si possono risparmiare al paziente esami più invasivi come biopsie ed esami istologici.

Il settore medico in cui le start-up tecnologiche hanno avuto il maggiore impatto è quello della cardiologia, come annunciato al Congresso Nazionale del GISE, la Società Italiana di Cardiologia Invasiva.

Alessandro Bortone, membro del comitato scientifico del GISE, ha spiegato al Sole 24 Ore che le start-up mediche nascono da un’idea di un medico che inizia a collaborare con un ingegnere. A differenza dei farmaci, per la strumentazione medica è previsto un iter meno lungo per l’approvazione e la messa in vendita, e questo attira gli investitori.
 
Ma anche altri rami sono interessati da queste novità tecnologiche portate dalle start-up. Vi abbiamo raccontato il caso di Adam, tra i finalisti del Premio Start-up 2013, che ha sviluppato un software per la lettura dei tumori al cervello nelle risonanze magnetiche.
 
Le novità sono tante, insomma, e si spera che le istituzioni pubbliche cavalchino questa onda per includere macchinari e possibilità di accesso al credito ad altre start-up con un così alto valore per la comunità.

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