Manifesto

Un paese per vecchi o un popolo di partite iva? Fuga di cervelli o figli di papà?
I cliché, quando si parla di imprenditoria e di giovani in Italia, sono all’ordine del giorno, ma una volta tanto si potrebbero anche invertire: un paese per partite iva, fuga di vecchi, piccolo è un punto di partenza.

Certo non saremo la Silicon Valley ma esperienze di successo non mancano. Sì, la burocrazia è a volte soffocante e le regole da rispettare per chi cerca di mettere su un’impresa sono molteplici, ma questo potrebbe rendere la sfida ancora più appassionante.
Il posto fisso in fondo è una noia, l’ha detto anche il premier…

Se uno studente riesce a laurearsi in Italia, scriveva Umberto Eco, è in grado di fare tutto. Se un imprenditore riesce a fare impresa in Italia, può arrivare ovunque, allora.

E non ci sono solo le grandi storie di successo del made in Italy di cui si legge sui giornali: c’è anche chi ogni giorno decide di mettersi in proprio, non solo come scelta economica ma anche di vita: e a volte pensare a una piccola impresa tutta per sé potrebbe essere un’alternativa interessante; senza routine, senza capi da sopportare. Magari assecondando una passione: aprire un’edicola, per esempio. O una pizzeria. Un negozio equo e solidale. Un sushi bar. O un bed and breakfast, magari sfruttando locali già di proprietà. O una coltivazione di piante officinali, se si è in campagna e si ama la natura. Le occasioni insomma non mancano: e non di rado, per varie tipologie di impresa, ci sono contributi e facilitazioni. Ma se le normative negli ultimi anni sono state semplificate, soprattutto per i giovani, si ha sempre un certo timore di buttarsi in questa nuova avventura: pratiche infinite, strangolamenti da parte del fisco, banche poco “friendly”.
 
Bisogna quindi viaggiare informati, ed è qui che l’arancia viene in soccorso agli aspiranti e futuri imprenditori. L’arancia è una risorsa online gratuita che ti accompagna in un percorso, una narrazione collettiva che giorno per giorno cercherà di spiegare quali passi si possono intraprendere per mettere su un’impresa. La risorsa online più generosa d’Italia offrirà ogni giorno non ricette facili da seguire o semplici success story quotidiane, ma soprattutto chiarimenti ai dubbi che tutti ci poniamo quando si tratta di aprire un’attività. Partendo dall’attualità più stretta. Per esempio, in questo tempo di crisi finanziaria, come avere accesso al credito. È sempre vera la battuta di Mark Twain secondo cui “la banca è un posto dove ti prestano l’ombrello quando c’è bel tempo e te lo chiedono indietro quando inizia a piovere”? E cioè, è veramente necessario avere ogni tipo di garanzie per poter accedere a un prestito o a un mutuo? E che cos’è il credit crunch? Esistono forme di venture capitalism in Italia, cioè finanziatori di idee innovative? E se sì, come farsi notare da chi è a caccia di start-up di successo?
 
E poi, naturalmente, la lotta alla burocrazia: sono davvero così tanti e tremendi gli adempimenti che vengono richiesti? Forse qui con noi scoprirai che non è proprio così. E quale tipo di impresa conviene aprire? Che differenza c’è tra una società di persone e una di capitali? È meglio una s.n.c. o una s.r.l.? Lo sapevi che esiste un Erasmus per piccoli imprenditori europei? Come si fa un business plan affidabile? L’arancia è qui per dare una risposta alle domande più ricorrenti, non fornendo semplici informazioni ma creando una vera e propria community, che potrà interagire sul web, ma anche su Facebook e Twitter. L’arancia non è solo questo; è poi anche una serie di interviste, opinioni, una rassegna stampa sui temi di economia reale più interessanti per i giovani futuri imprenditori. A proposito, l’Italia e l’Europa sono davvero in declino? Cosa succederà nel 2013? Seguiremo insieme questi mesi fatali per l’Unione Europea. Insomma, con L’arancia non sei più solo; anche perché le piccole e medie imprese in Europa sono 23 milioni, pari al 99,8 per cento di tutti i business. Lo sapevi?