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Il senso di Milano per le start-up

La città migliore in Italia per aprire una start-up? E’ Milano. A dirlo non siamo noi ma l’autorevole Financial Times. Secondo il prestigioso quotidiano londinese, nel capoluogo lombardo non è più temo solo di grandi marchi come Giorgio Armani, ma nuove realtà sono pronte a crescere: nel 2014 sono stati investiti infatti 133 milioni di euro e le domande d’avvio per creare una start-up innovativa sono ad oggi 6.000.

 

A spingere questo risultato è l’ecosistema milanese estremamente vibrante, e messo in risalto dall’Expo. Conta anche la presenza di ottime università (Bocconi in testa). Certo rimangono alcuni problemi: la lingua, la burocrazia che nonostante gli interventi del Governo Renzi rimane un ostacolo. Tra le aziende da tenere sott’occhio, dice il Ft, ci sono le start-up fintech MoneyFarm e Mosaicoon. E poi la bresciana Talent Garden che ha aperto 16 spazi di co-working in tutta Italia puntando fortemente sull’internazionalizzazione. Insomma, luci ed ombre per il capoluogo lombardo, che sicuramente è ancora poco concorrenziale rispetto ad altre capitali europee delle start-up come ad esempio Berlino; ma che può giocarsi la sua partita soprattutto nel momento in cui Londra potrebbe davvero uscire dall’Unione Europea.

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