22ott

Il turismo non è più solo, nasce l’Associazione Startup Turismo

Nasce l’Associazione Startup Turismo, un’iniziativa nuova con un unico (e importante) obiettivo: favorire l’incontro tra start-up e innovazione nel settore del turismo in Italia,  e “promuovere la creatività e l’innovazione digitale a favore dello sviluppo dell’economia turistica.” A presentarla il neo Presidente Stefano Ceci insieme a Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup e Francesca Benati, Consigliere di Netcomm con delega al Turismo. Dove è successo? Al TTG Next, la principale Fiera italiana b2b del turismo internazionale che si è svolta a Rimini dal 17 al 19 ottobre.

 

Presente anche il Sottosegretario al Turismo del Governo, Simonetta Giordani, che ha dichiarato: “Coniugare turismo e digitale è ormai fondamentale. Stiamo costruendo la piattaforma unica dell’offerta turistica nazionale. Il fresco accordo tra Expo2015 ed Enit, promosso dal Mibact, per la nascita del registro digitale delle strutture ricettive, rappresenta solo il primo passo di una strategia più ampia per la digitalizzazione dell’intero sistema turistico nazionale.”

 

L’Associazione Startup Turismo, a pochi giorni dal suo debutto, conta già 23 start-up, e al momento sta valutando altre 10 richieste di iscrizione. Un ottimo risultato, per cominciare, qualcosa che evidenzia come l’evoluzione digitale del settore turistico in Italia continui ad affermarsi come fenomeno in crescita.

 

“Abbiamo deciso di dare vita all’Associazione Startup Turismo per promuovere la creatività e l’innovazione digitale delle start-up a favore dello sviluppo dell’economia turistica – ha commentato il Presidente Ceci.

 

“Le piattaforme e gli strumenti per lo sviluppo delle imprese del Turismo non mancano, ma nel nostro Paese questo rimane ancora un settore che troppo spesso soffre le conseguenze del digital divide, facendo fatica a competere sui mercati internazionali.”

 

Le PMI del turismo italiano stanno attraversando un momento di transizione. In molti si stanno accorgendo che le sfide dell’oggi richiedono sforzi, e soprattutto voglia di innovare. I primi problemi delle start-up turistiche sono gli ostacoli tecnici, come la difficoltà nel programmare, sviluppare e gestire la promozione e commercializzazione della propria offerta, ovviamente in sede ‘online’. Poi ci sono i fondi. “Per questo – continua Ceci – come primo atto associativo facciamo appello al Governo affinché riduca la pressione fiscale sulle imprese turistiche che investono nel digitale.”

 

L’Associazione opera su più fronti. 1) associare start-up, 2) parlare con il Governo e capire cosa si può fare per alleggerire la pressione sulle imprese e 3) un nuovo sito web dedicato all’attrazione di investimenti esteri. “Le eccellenze e le bellezze italiane per risultare più attraenti devono essere ‘reinventate’, selezionate e miscelate in pacchetti di nuova generazione – ha continuato la Giordani – che possano intercettare il gusto di una platea di visitatori più vasta e variegata che in passato.”

 

L’importanza dell’online, e la comprensione di questo mezzo, è qualcosa a cui le imprese turistiche italiane non possono più rinunciare. La digitalizzazione delle aziende che operano nel settore è il primo punto da cui ripartire, anche, e soprattutto, nell’ottica di intaccare e ‘accalappiare’ un mercato esteso come quello internazionale.

 

“Riuscire a coniugare la propria offerta con le mutate esigenze dei clienti è diventata prerogativa irrinunciabile per aumentare la propria competitività nel settore.” Conclude così Francesca Benati, di Netcomm.

Leggi anche: