13giu

Immediatic, dalle soluzioni web al guardaroba virtuale

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Immediatic si occupa di new media e applicativi web, offre soluzioni digitali, progetta applicazioni su misura, segue l’immagine online dei propri clienti e cura campagne e siti web, insomma tutto quello che interessa l’ecosistema azienda, internet e multimedia. Immediatic è una società con sede a Milano e opera dal 2011. Le sue expertise si estendono ad ogni tipo di piattaforma, dal computer, agli applicativi per smartphone, alla più “banale” e vecchia televisione. Immediatic nasce dall’iniziativa di tre giovani professionisti, Edoardo Esposito, Marta Rettani e Francesco Facconi, rispettivamente Account Manager, Art Director ed Executive Manager, e ad oggi può vantare la buona riuscita di numerosi progetti, italiani ma non solo, come la realizzazione del portale web della Globl Earthquake Foundation. Di recente il team Immediatic ha progettato Trendee Me, un’applicazione per fashion addict che permette di tenere in ordine il proprio guardaroba e di creare e salvare outfit. Per saperne qualcosa di più abbiamo parlato con Marta.

 

Come è iniziata  l’avventura di Immediatic?

Io e i miei due soci lavoravamo ormai da anni in un’azienda davvero all’avanguardia che ci ha permesso di sperimentare moltissimo nell’ambito delle applicazioni web. Quando la società è stata venduta abbiamo dovuto scegliere: avevamo abbastanza know-how per camminare da soli e ci siamo buttati.

Come avete aperto l’attività dal punto di vista pratico?

Essendo la nostra prima società, abbiamo chiesto consiglio al nostro commercialista, che è tutt’oggi una figura chiave insostituibile (con il senno di poi, posso dire che aprire una società è molto più semplice che amministrarla). Seguendo le sue indicazioni, abbiamo iniziato a versare la prima parte di capitale sociale su un conto apposito. Poi siamo andati da un notaio che ha redatto il nostro atto costitutivo e, infine, sono arrivate un mucchio di scartoffie: l’iscrizione al registro delle imprese e alla Camera di Commercio, i libri contabili… ma anche a questo hanno pensato il notaio e il commercialista: abbiamo costituito Immediatic in poco più di un mese.

Recentemente hai creato la app Trendee Me, come mai questa app?

Trendee Me è un progetto che mi porto dietro da ormai dieci anni, ho fatto anche la tesi di laurea sviluppando una versione primordiale di questa idea. Tramite questa app vogliamo rispondere alla fatidica domanda “Che cosa mi metto oggi?” in modo sensato e veloce. Io, personalmente, sono molto sensibile alle perdite di tempo: passare un quarto d’ora (quando va bene) a fissare l’armadio per decidere cosa indossare quando non si hanno idee né stimoli rientra nelle frustrazioni quotidiane: abbiamo deciso di risolvere o, per lo meno, semplificare al minimo questo problema ancora irrisolto.

Come l’avete sviluppata? 

Intorno a Trendee Me ruotano tante persone: ci siamo noi tre e un altro programmatore. Noi siamo quelli che fanno le notti in garage, ci siamo occupati di tutta l’infrastruttura, della creazione e della gestione del database, dell’interfaccia utente, della grafica e della programmazione dell’applicazione, ma poi c’è un team tutto femminile che ci aiuta con la comunicazione, il marketing e, ultimi ma non meno importanti, i nostri due advisor che ci danno un enorme supporto per la parte di sviluppo del business.

C’è qualcuno in particolare che ha investito su di te e su questo progetto?

Trendee Me al momento è autofinanziata, ma abbiamo partecipato a numerosi bandi per startup e li abbiamo vinti quasi tutti… questo progetto ci sta dando un sacco di soddisfazioni. Siamo parte del programma di incubazione “StartMiUp” di Bocconi e Camera di Commercio di Milano, siamo certi che questa esperienza ci permetterà a trovare l’investitore che cerchiamo.

Quali sono le difficoltà maggiori quando si lavora in proprio e quando si devono sviluppare questo genere di progetti?

Spesso, con Immediatic, ci troviamo a inseguire clienti che non pagano per mesi, in certi casi anche anni. Questo ovviamente determina il flusso di cassa e, di conseguenza, i nostri investimenti. Il lavoro in proprio viene riconosciuto dalle istituzioni come un lavoro ad altissimo rischio, perciò siamo esclusi da una serie di privilegi di cui un lavoratore dipendente, invece, può beneficiare. Un lavoratore autonomo è congelato nel suo status imprenditoriale e subisce una pressione fiscale quasi impossibile. A mio avviso, l’importante è mantenere costi molto bassi, cercare di essere strutturalmente flessibili e avere un team unito, collaborativo e capace di mantenere l’entusiasmo. Con questi presupposti non solo si sopravvive, ma si vive meglio e si ha più voglia di reagire a un momento di grande difficoltà per tutti.

Quale prospettiva vedi per questo progetto e per Immediatic? 

L’obiettivo di Immediatic è quello di remunerare i soci e di investire in progetti indipendenti, come appunto Trendee Me. Per Immediatic vedo un grande salto in avanti nel mondo delle applicazioni mobile e Smart TV, mentre per Trendee Me dovremo lavorare molto, pensare altrettanto e imparare il più possibile dalle esperienze che questo progetto ci permetterà di fare. Sarà un successo a prescindere. Anzi, lo è già!

 

In cosa pensate di investire prossimamente, quali sono i prossimi progetti in arrivo?

Abbiamo già investito in altri progetti in passato, prima di Trendee Me, ma nessuno ci ha mai assorbito così tanto. Credo che per un po’ dedicheremo anima e corpo a questa avventura, anche se terremo sempre un occhio aperto per controllare come gira il mondo fuori dall’ufficio: convincerci a investire in altri progetti sarà molto difficile, ma… mai dire mai, no?

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