Impresa Individuale

1 – COS’È?
L’impresa individuale è la forma giuridica più semplice ed economica per avviare una propria attività, commerciale o agricola.

2 – FA PER ME?
L’impresa individuale si presenta adatta per coloro che intendono esercitare attività agricole o commerciali di modeste dimensioni e con volumi di affari non molto elevati.

Vantaggi:
Possibilità di sfruttare al massimo le proprie capacità imprenditoriali assumendo in completa autonomia ogni decisione di gestione e di amministrazione dell’attività d’impresa.
Facoltà dell’imprenditore di compiere agevolmente trasferimenti di denaro dall’impresa alla propria sfera personale.

Svantaggi:
Assunzione in prima persona del rischio di impresa con possibilità, laddove ricorrano i presupposti di seguito specificati, di incorrere nel fallimento.

3 – CARATTERI DISTINTIVI
L’imprenditore è colui che esercita in modo non occasionale un’attività economica mediante l’impiego dei fattori produttivi (capitale, lavoro), propri o altrui, a ciò necessari.
L’imprenditore si definisce piccolo qualora eserciti la propria attività impiegando prevalentemente il lavoro proprio o dei famigliari. Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti, gli artigiani e i piccoli commercianti.
Solo l’imprenditore commerciale non piccolo deve tenere le scritture contabili, ed in particolare il libro giornale, il libro degli inventari e le altre scritture necessarie in base al tipo di attività svolta.
Il patrimonio dell’impresa si compone di tutti i beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’attività e prende il nome di azienda. L’azienda, una volta avviata, può essere venduta dall’imprenditore che non intenda più esercitare l’attività e voglia monetizzarne il valore.
Sotto il profilo della responsabilità, l’imprenditore è tenuto a far fronte ai debiti dell’impresa con l’intero suo patrimonio personale. In caso di insolvenza, l’imprenditore commerciale può fallire se:
ha avuto un attivo patrimoniale annuo superiore a 300.000 euro nei tre esercizi antecedenti alla domanda di fallimento o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore a tre anni, oppure se
ha realizzato ricavi lordi annui superiori a 200.000 euro nei tre esercizi antecedenti alla domanda di fallimento o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore a tre anni, ovvero se
ha accumulato debiti, anche non scaduti, superiori a 500.000 euro.
L’imprenditore non può avere “soci”, ma può avvalersi di collaboratori quali veri e propri lavoratori subordinati. Qualora i collaboratori siano invece i familiari dell’imprenditore si parla di impresa familiare sottoposta ad una peculiare disciplina.

4 – REGIME FISCALE
Sotto il profilo fiscale il reddito prodotto concorre alla formazione della base imponibile IRPEF dell’imprenditore.

5 – COSTITUZIONE
Avviare un’impresa individuale è semplice e richiede l’espletamento di limitate formalità.
È infatti sufficiente procedere all’apertura di una partita IVA ed all’iscrizione dell’impresa presso la Camera di Commercio nella cui circoscrizione si trova la sua sede.
L’esercizio dell’impresa richiede, inoltre, il rilascio delle concessioni o autorizzazioni amministrative necessarie, in base al tipo di attività.
L’avvio dell’impresa non richiede un capitale minimo. Il capitale destinato dall’imprenditore all’esercizio dell’attività viene versato in un conto corrente appositamente dedicato agli affari dell’impresa.

6 – COSTI
Tasse da pagare al momento della costituzione dell’impresa: nessuna.
Sono previsti i costi per l’iscrizione e i diritti annuali della Camera di Commercio.
Eventuale costo del consulente o dell’associazione di categoria per paghe, contributi, contabilità.

7 – CESSAZIONE DELL’IMPRESA
La cessazione dell’impresa richiede la chiusura della partita IVA e la cancellazione dalla Camera di Commercio. La venuta meno dell’impresa non preclude ai creditori non ancora pagati di soddisfarsi sul patrimonio personale dell’imprenditore.