08nov

Imprese, l’immigrazione che non ti aspetti

C’è qualcuno in Italia che la crisi sembra non sentirla, o quantomeno, pare riuscire meglio a resisterle. Si tratta degli imprenditori immigrati, molti dei quali giovani, le cui imprese nel nostro Paese sono aumentate nei primi nove mesi dell’anno di ben 13mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un dato ancor più significativo se si pensa che nello stesso periodo invece le aziende appartenenti a cittadini italiani o comunitari sono diminuite di circa 24.500 unità. Sono alcuni dei numeri significativi resi noti dalla Confesercenti che fotografano una situazione nella quale stranieri provenienti da Paesi extraeuropei sembrano conservare una fiducia e una capacità di impresa in questo momento superiori alla nostra. Una nota positiva della quale in un futuro, speriamo non molto lontano, potremmo trarre tutti beneficio, visto che questa tenacia potrebbe rappresentare una sorta di incentivo a una più generale riscossa dell’imprenditoria in Italia.

Tra l’altro si tratta di un trend che viene da lontano. Negli ultimi dieci anni infatti, sempre secondo la Confesercenti, nel nostro Paese la percentuale di imprese detenute da cittadini immigrati è cresciuta in maniera molto sensibile: si è passati dal 2 al 9% del totale delle aziende attive. Tutto ciò fa sì che al momento le società gestite da stranieri in Italia siano circa 300mila e garantiscano circa il 5,7% del Pil totale generato nel nostro Paese. Un segnale di vitalità, come accennato, il cui valore non può che essere sottolineato proprio in un periodo di crisi come quello attuale.

Se ci si sofferma poi sul tipo di attività svolta dalle imprese di cittadini immigrati si scopre che il 44% è impegnata nel commercio, un altro 26% è presente nel settore delle costruzioni e un 10% infine si concentra nel comparto manifatturiero.

Per quanto concerne infine la dislocazione geografica delle società gestite da immigrati, i dati della Confesercenti ci segnalano che al primo posto c’è la provincia di Prato dove ben il 37% delle imprese individuali è in mano a cittadini immigrati. A seguire c’è Milano con il 19%, Firenze con il 17% e poi Roma, dove si concentra il 16% di imprenditori stranieri.

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