22dic

iMu e iPad, e tu cosa paghi a Natale?

Questo rimarrà a lungo ricordato come il Natale dell’Imu. Il 17 dicembre è infatti scaduta la seconda rata dell’imposta sugli immobili che di fatto ha salassato le famiglie; mentre già si apre una nuova campagna elettorale che proprio su questa nuova – tra virgolette – imposta rischia di vedere incentrati populismi e polemiche.

Per quel che ci riguarda, è importante sapere che cosa succederà a chi avesse dimenticato – o non avesse potuto fare fronte – al saldo della prima e seconda rata. Nel primo caso, per la scadenza del 17 giugno, vale la cosiddetta clausola di salvaguardia: a causa dei complicatissimi calcoli da effettuare che sembravano richiedere lauree in materie matematiche, chi avesse “sgarrato” si ritroverà bloccate sanzioni e interessi. Nel secondo caso, invece, per la scadenza del 17 dicembre, non saranno tollerati errori e se si sarà pagato un importo inferiore si pagherà una piccola multa. Come? Col ravvedimento spontaneo, addirittura con 3 formule che sembrano un po’ le classi di un nuovo treno ad alta velocità:  i ritardatari della seconda rata possono pagare gli omessi o tardivi pagamenti incorrendo nelle sanzioni ridotte con: 1) ravvedimento “sprint”, entro 14 giorni successivi, con sanzione dello 0,2%; 2) ravvedimento breve o mensile, con sanzione del 3%; ravvedimento lungo o annuale che vede una multa del 3,75% e può arrivare fino a un anno della scadenza.

Intanto sul fronte delle aliquote si segnala che solo il 27,92% dei comuni hanno alzato quella sulla prima casa (tra questi, 257 centri urbani hanno optato per la soglia massima del 6 per mille); è quanto risulta da uno studio della Consulta dei Caf sulle delibere adottate dai Comuni.

Questo in Italia. Se guardiamo altrove, per esempio agli Usa, si scopre che lì, forse a causa di un clima economico meno pesante, c’è una tassa che tutti sono contenti di pagare. Lo segnala uno studio della Reuters, per cui in America, anche in vista del Natale, le famiglie sono sempre più inclini a regalarsi gadget tecnologici targati Apple.

Un trend crescente, tanto da configurare una vera e propria Apple Tax, cioè una cifra che ogni nucleo famigliare “versa” al gruppo fondato da Steve Jobs. Secondo Reuters, infatti, nel 2011 la famiglia media americana ha speso in prodotti Apple 444 dollari, contro i 295 del 2010 e i 150 del 2007. Tutto questo grazie all’introduzione di sempre nuovi modelli (dagli iPod agli iPhone ai nuovi iPad Mini e alla futura Apple Television che sarà il prossimo oggetto di desiderio). Confrontando queste cifre con il reddito medio degli americani, che secondo il Census Bureau (l’Istat americano) è stato di 50.054 dollari nel 2011, si può arrivare a definire la aliquota Apple in circa lo 0,8 per cento. Una cifra ben superiore al nostro Imu… E proprio in questo Natale Apple dovrebbe raggiungere il massimo gettito disponibile: secondo un sondaggio Ipsos infatti per Nataleun terzo dei consumatori Usa pensa di regalare un tablet. Immaginate di quale produttore? Tanti auguri di Buone Feste dall’Arancia.

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