23set

Incentivi, sono tornati (ma un po’ di nascosto)

Incentivi per auto, veicoli commerciali e motorini ecologici? Ufficialmente sono finiti da anni, come sa chi si è trovato a entrare in un concessionario negli ultimi mesi – e come mostra, anche, di conseguenza, il crollo di vendite dei veicoli a due e quattro ruote.

 

Eppure qualcosa ancora esiste soprattutto per chi intende acquistare un veicolo per lavoro, soprattutto, tassisti e operatori del noleggio con conducente (Ncc).

Ma anche per i privati c’è la possibilità di ottenere fino al 20% del prezzo dell’auto o dello scooter, grazie a un programma del ministero dello Sviluppo economico.

Si chiama Bec (Basse emissioni complessive) ed è un piano iniziato nei primi mesi di quest’anno, con una dotazione di 120 milioni di euro, e passato abbastanza in sordina, ma che prosegue fino al 2015.

All’inizio dell’estate erano rimasti infatti 34 milioni di euro da utilizzare. L’incentivo è destinato prioritariamente ai veicoli utilizzati come beni strumentali nell’esercizio di imprese, arti e professioni oppure destinati all’uso di terzi, come taxi, noleggio con conducente, car-sharing, servizi di linea ecc. I fondi disponibili si rivolgono in particolare a imprese e liberi professionisti che, in possesso (da almeno 12 mesi) di un veicolo vecchio più di 10 anni, vogliano rottamarlo e sostituirlo con uno nuovo, meno inquinante, che sia elettrico, a metano, Gpl, ibrido etc.

Il contributo è pari, per tutti i veicoli ammissibili, al 20% del costo risultante dal contratto di acquisto (prima delle imposte), con un tetto massimo di 5.000€.

Si tratta di incentivi appunto per veicoli a “basse emissioni complessive” e sono disponibili per tutti i veicoli elettrici e ibridi, a gpl, a metano, a idrogeno e a bio-combustibili con emissioni di Co2 non superiori a 120 g/km.

 

Gli incentivi si dividono appunto in due categorie: da una parte, per chi l’auto la usa per lavoro: quindi appunto soprattutto tassisti e noleggiatori, ma anche piccole imprese che hanno bisogno di cambiare un furgone; e prevedono in questo caso la rottamazione del veicolo che si vuole cambiare. Nel secondo caso, per i privati, non c’è rottamazione ma semplicemente il contributo governativo.

Ma attenzione! La procedura è un po’ farraginosa.

Per accedere agli incentivi è necessario verificare preventivamente che i rivenditori di fiducia siano registrati alla piattaforma di prenotazione dei contributi. Una volta registrati, i concessionari riceveranno dal Ministero la somma prestabilita che verrà decurtata dal prezzo del veicolo. Non c’è male se si pensa che su un’auto del valore di 15 mila euro, il contributo è pari a 3000 euro. La tabella dei veicoli che rispettano le soglie prestabilite si trova sul sito del Bec.

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