22feb

Incubatori, ecco chi potrà far crescere le start up innovative del futuro

Strutture adeguate ad accogliere start up innovative, sistemi di accesso alla Rete in banda ultralarga, guida manageriale da parte di personale di riconosciuta competenza nel campo dell’innovazione e del mondo dell’impresa. E ancora, collaborazioni avviate con università e centri di ricerca ed esperienza nel settore comprovata anche dal numero di registrazioni di marchi e brevetti. Sono queste alcune delle caratteristiche fondamentali che dovranno avere gli incubatori di imprese innovative per avere accesso alle agevolazioni previste dal Decreto sviluppo. E’ stato infatti pubblicato proprio in questi giorni il regolamento attuativo con cui si regolerà il flusso di incentivi a quelle strutture, i citati incubatori, all’interno dei quali muovono i primi passi le start up innovative. Una rete diffusa un po’ su tutto il territorio nazionale, con realtà legate spesso a centri universitari dai quali dipendono in maniera stretta. Ora il governo ha voluto però mettere in atto un processo di scrematura, che anche sul fronte degli incubatori, prima che su quello delle start up innovative, determinasse una sorta di selezione delle strutture più adeguate a sostenere lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali.

Agli incubatori verrà dunque assegnato un punteggio, sulla base di tutta una serie di caratteristiche che ne evidenzieranno la maggiore o minore efficienza. La soglia minima da superare sarà quella dei 30 punti, necessari per poter poi presentare la relativa domanda di agevolazioni.

Entrando più nello specifico, il regolamento prevede che si ottengano 5 punti per ogni 100 mq di superficie destinata all’uso esclusivo dell’incubazione di start-up, se si possiede una connessione Internet di almeno 10 megabit/secondo oppure in alternativa la presenza di macchinari per test o di sale prove per prototipi. Lo stesso punteggio poi lo otterranno gli incubatori con un addetto a tempo pieno con due anni di esperienza in materia di impresa e innovazione e quelli che sono stati in grado di siglare convenzioni con centri di ricerca, università, istituti di credito e fondi di venture capital. Si otterranno invece 3 punti se verrà verificata la presenza di almeno due start up che hanno terminato il percorso di incubazione e se sarà registrata una variazione positiva o quantomeno non negativa rispetto all’anno precedente degli occupati totali e della produzione delle imprese innovative incubate. Inoltre, lo stesso punteggio sarà assegnato agli incubatori con almeno due brevetti registrati o domande di brevetto presentate nell’ultimo anno. Insomma una selezione molto rigorosa che potrà essere molto utile per tutti i giovani imprenditori che vorranno affidare il futuro delle proprie idee innovative proprio a uno dei tanti incubatori attivi in Italia. Ora avranno criteri molto pratici e quantificabili per poter prendere la decisione migliore.

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