23nov

Iva per cassa, una boccata di ossigeno per i piccoli

Arriva finalmente l’Iva per cassa. Di cosa si tratta? Due giorni fa l’Agenzia delle Entrate ha dato via libera al nuovo sistema per cui si potrà posticipare il versamento e la detrazione dell’Iva al momento del pagamento. Una boccata di ossigeno in più soprattutto per le piccole e medie imprese. Il regime infatti si può applicare solo a soggetti che abbiano un volume d’affari non superiore a due milioni di euro.

Come fare per rientrare nel nuovo regime? Semplice, si può cominciare subito, esercitando l’Iva per cassa, e poi comunicare l’opzione nella dichiarazione presentata l’anno successivo (quadro VO del modello Iva), perché la scelta può essere dedotta dal comportamento concludente del contribuente. Si può cominciare allora subito, fin dal 1 dicembre, giorno in cui entra in vigore la nuova disciplina (e questa gia in sé è un’altra buona notizia perché tradizionalmente dicembre è il mese in cui si fattura di più) semplicemente scrivendo in fattura l’indicazione che trattasi di un’operazione con IVA a esigibilità differita ovvero IVA per cassa ai sensi dell’articolo 32-bis, decreto legge 22 giugno 2012, numero 83, cioè poi il Decreto Sviluppo che istituisce il nuovo sistema.

Nel caso in cui si opti per il nuovo regime fiscale, è bene sapere che questa scelta dovrà essere mantenuta per almeno 3 anni – a meno che nel frattempo non si sia superata la soglia dei due milioni di euro di fatturato o che non si rinunci in maniera esplicita all’opzione con una dichiarazione scritta. Ci sono vantaggi e svantaggi del sistema: i vantaggi sono molteplici per i piccoli perché non si dovrà più anticipare l’imposta sul valore aggiunto, da versare solo una volta incassata. Ciò in particolare può significare un importante alleggerimento soprattutto (ma non solo) per chi fattura a soggetti statali, che spesso ritardano molto i pagamenti.

Uno “svantaggio” ma appunto solo tra virgolette è che in parallelo si ritarderà anche la detrazione sui beni e servizi acquistati (il famoso “scarico”, insomma). In definitiva il nuovo regime non ha controindicazioni e supera il tentativo che già era stato effettuato nel 2009 ma che prevedeva un tetto massimo di 200.000 euro per i soggetti titolari di questa opzione. Adesso la platea è molto più ampia e ci si aspetta che saranno in molti ad aderire. Attenzione però per chi fosse interessato: il nuovo regime esclude una serie di esercizi che adottano regimi speciali. In particolare non potranno utilizzare l’Iva per cassa i tabaccai; venditori di servizi di telefonia, rivenditori di beni usati, d’arte o di antiquariato; agenzie di viaggi e turismo; aziende agricole e agriturismi.

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