06mar

Kickstarter, il crowdfunding verso il suo primo miliardo. Di dollari.

Un miliardo di dollari. È questa la cifra che si appresta a raccogliere Kickstarter, il più importante portale mondiale di crowdfunding.

 

Parola ormai di uso comune, e che però, come abbiamo scritto più volte qui su L’Arancia, il crowdfunding è un fenomeno esploso negli ultimi anni e che non ha ancora sviluppato appieno il suo potenziale. Kickstarter è il protagonista del reward-based crowdfunding, cioè della forma principale di questo tipo di finanziamento: si presenta un progetto, si mette online, si cercano partner in grado di donare qualche dollaro, in cambio di un premio per aver finanziato l’operazione – ad esempio, una cena con il cast nel caso si finanzi un film, come è successo per esempio per The Canyons, il film presentato al festival di Venezia da Steven Soderbergh.

Kickstarter, nato nel 2009, appartiene poi al sottoinsieme del cosiddetto all or nothing crowdfunding: i progetti vengono insomma finanziati solo se l’obiettivo di raccolta è centrato al cento per cento – se io chiedo 10.000 dollari li avrò soltanto se arrivo a questa cifra; se i miei finanziatori ne offrono solo 9.999, l’affare va a monte e i soldi restituiti.

 

E quest’ultimo caso rappresenta la maggioranza: in cinque anni infatti Kickstarter ha lanciato poco più di 135mila progetti, solo il 43% dei quali hanno raggiunto la cifra prefissata. Per contro, il 10% di queste non ha racimolato nemmeno un dollaro. Le donazioni sono cresciute costantemente mese per mese, con un’accelerazione netta nell’ultimo anno, periodo durante il quale è stata raccolta la metà del miliardo di dollari. La piattaforma ha trattenuto per sé commissioni pari a circa 42milioni di dollari. Alcune curiosità: il progetto che ha attirato a sé la più alta somma di denaro è Pebble Watch, l’appendice da polso per smartphone, finanziato da poco meno di 69mila utenti per un totale di 10,2milioni di dollari (l’obiettivo era stato fissato a 100mila).

 

Tra i paesi, invece, chi crede di più nei progetti finanziati dal basso sono gli Stati Uniti, che offrono oltre il 60 per cento dei soldi finora racimolati da Kickstarter. In Europa, invece, l’Italia è solo quinta, con 25 mila finanziatori, dietro Germania, Francia, Svezia e Olanda.

 

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