26ago

La mobilità urbana di trafficO2

trafficO2 è un progetto di innovazione sociale per la mobilità urbana. Il progetto, pensato, testato e messo in pratica da un gruppo di ragazzi di Palermo, punta a ridurre il traffico in città, e con lui inquinamento, impatto ambientale e tutti quei fattori che hanno molto poco a che fare con il concetto di ‘sostenibilità’. Come farlo? Non è facile, ma il processo passa dal modificare le abitudini dei cittadini convincendoli con uno dei trucchetti più vecchi del mondo: un premio.

 

L’utilizzo è semplice: usando l’app di trafficO2 l’utente sceglie come spostarsi, a piedi, in bici, con i mezzi pubblici o facendo carpooling. Ogni possibilità è descritta da tempo, distanza, costo, emissioni e calorie bruciate.

Percorrere una certa tratta scegliendo mezzi di trasporto sostenibili da diritto a punti O2, punti che, se accumulati, danno accesso ai premi e ai buoni sconto messi a disposizione dalle attività commerciali aderenti al progetto—una sorta di network tra chi fa, offre e ottiene.  Per farla semplice, quello di trafficO2 è un obiettivo ambizioso, ma quanto mai importante: creare una serie di smart communities, diffondere la cultura della mobilità sostenibile e, soprattutto, dar vita a nuove forme di etica ambientale.
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Come nasce l’idea di trafficO2?

Quando abbiamo iniziato a lavorare a trafficO2 avevamo ben chiaro il nostro obiettivo: migliorare la vivibilità dei centri urbani e la qualità di vita dei cittadini riducendo inquinamento e traffico. Il progetto, strano a dirsi, è nato proprio in macchina, in un viaggio da Milano a Palermo dei due ideatori, Domenico Schillaci (ex ricercatore del Politecnico di Milano) e Toti Di Dio (ex ricercatore in progetto urbano al Senseable city lab del MIT).

 

Cosa vi ha spinto a intraprendere questa strada?

L’idea ci girava in testa da un po’. Palermo è la quinta città più trafficate del mondo, anche davanti a città come Los Angeles e Parigi, e secondo l’indagine ISTAT sugli indicatori ambientali del 2012, è al quinti posto in Italia per densità veicolare. Per molti di noi, andati via da Palermo per studiare o lavorare, la possibilità di tornare a casa e creare una start-up per dare forma alle proprie idee rappresentava un vero e proprio sogno. Crediamo in un futuro più smart e abbiamo costruito una squadra flessibile per interpretare la complessità delle nostre città. Sviluppatori, architetti, ingegneri, designer ed esperti in comunicazione&marketing, tutti uniti dalla passione per la tecnologia, i servizi mobile e i social network.

 

Ma nello specifico, cosa vuole fare esattamente trafficO2, e soprattutto, come?

trafficO2 è un progetto di innovazione sociale, un piano di mobilità urbana. In altre parole un’applicazione per smartphone che punta a ridurre il traffico e l’inquinamento coinvolgendo cittadini, imprese locali e sponsor in un gioco che premia la scelta giusta in materia di mobilità.

 

Il sistema funziona così: iscrivendosi a trafficO2 aziende ed enti pubblici danno l’opportunità ai loro dipendenti di utilizzare il servizio. Gli utenti, spostandosi all’interno della città, guadagnano punti in base alla sostenibilità dei mezzi di trasporto scelti e vincono premi messi in palio da local business e sponsor.

Questi ultimi diventano stazioni trafficO2, punti di partenza e di arrivo in base ai quali pianificare gli spostamenti. Grazie alla visibilità ottenuta sulla piattaforma, local business e sponsor conquistano nuovi clienti che potranno fidelizzare attraverso buoni sconto e regali.

 

Avete già fatto dei test?

Sì, stiamo sviluppando l’applicazione da diversi mesi per renderla disponibile sulle piattaforme mobile più diffuse. Il nostro team è all’opera per mettere a punto la versione beta, che sarà rilasciata a brevissimo per un gruppo ristretto di utenti tester.

 

Quando partirà concretamente il progetto?

La sperimentazione del progetto partirà entro il 2013 e si svilupperà in Sicilia, coinvolgendo i 60.000 utenti dell’Università degli Studi di Palermo – partner del progetto – cioè circa il 10% della popolazione cittadina.

 

Quali sono le difficoltà maggiori che state incontrando?

Il nostro obiettivo è permettere l’utilizzo dell’applicazione a diverse community. Ciò significa interagire anche con realtà che magari non hanno mai avuto a che fare con tematiche di innovazione sociale. Per questo è necessario uno sforzo in più, anche da parte della Pubblica Amministrazione, qualcosa che riesca a sensibilizzare le comunità modificando le attuali e poco sostenibili abitudini di trasporto.

 

Nel 2012 il vostro progetto ha vinto il bando Smart Cities and Communities and Social Innovation, ottenendo il finanziamento che vi ha consentito di portare avanti trafficO2, com’è andata? È stato difficile accedervi?

Il bando è stata una preziosa opportunità per dar forma alla nostra idea. Inoltre, ci ha posto davanti all’esigenza di stilare un business plan coerente e completo, in grado di trasformare la nostra idea in un progetto duraturo che potesse posizionarsi nel mercato con una solida sostenibilità tecnica ed economica. Questo ha richiesto settimane di lavoro ma ci ha dato una grande iniezione di entusiasmo.

 

Il finanziamento è stato il primo passo di un percorso che presto ci condurrà al primo grande traguardo, la fase beta.

Che significato ha per voi la definizione di ‘smart community’?

Cittadini, imprese e associazioni devono diventare parte attiva del processo di rinnovamento urbano, raccogliendo e condividendo informazioni, e partecipando ai processi di gestione dei servizi collettivi e delle risorse. Gli strumenti di governance, funzionali a produrre innovazione sociale, siano essi infrastrutturali, tecnologici o partecipativi, possono essere attuati soltanto grazie ad attori locali consapevoli e responsabili.

 

In Italia c’è spazio per iniziative simili? Innovare, creare, è ancora possibile?

Oggi l’innovazione sociale ha l’attenzione dei media e degli organi di governo. Tutti si stanno rendendo conto dell’importanza di una gestione attenta delle risorse e dei servizi collettivi e dell’imprescindibile necessità di coinvolgimento dei cittadini nell’attuazione dei cambiamenti e delle nuove politiche sociali, energetiche e ambientali. Le iniziative sono tante: forum, eventi, fiere di settore, tavole rotonde, contest, nonché piattaforme di accelerazione per start-up e incubatori d’impresa. Tutte opportunità da cogliere per trarre spunto da case history di successo, collaborare e conoscere potenziali investitori.

 

Il mercato dell’innovazione dovrà guardare sempre più alla sostenibilità?

Certo! La sostenibilità è la chiave per riuscire a creare valori sociali positivi e innescare cambiamenti concreti e duraturi in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini, salvaguardando l’ambiente e accrescendo la responsabilità sociale delle imprese.

 

Cosa consigliereste a chi vuole intraprendere un percorso simile al vostro, diciamo sostenibile e radicato, con un’idea di business ben chiara?

Portare avanti trafficO2 ha richiesto impegno, sacrificio, coraggio e grande fiducia nell’idea e nel team.

 

L’importante è portare avanti la propria idea con tenacia, traendo spunto tanto dai successi quanto dai fallimenti per fronteggiare le inevitabili criticità e difficoltà che solo un team sinergico può analizzare e superare.

 

Piani per il futuro?

trafficO2 è il nostro progetto di punta, poi ne abbiamo altri. Il nostro auspicio è riuscire a lavorare concretamente e continuativamente ad una Palermo che sia davvero smart, promuovendo interventi strutturali in concerto con la PA e guidando la diffusione di communities per una gestione dei servizi più efficiente e partecipativa.

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