26gen

La spesa? Con WIB d’ora in poi si farà al distributore automatico

Addio a snack e lattine! Nel futuro dei distributori automatici ci sarà la possibilità di acquistare di tutto, o almeno, tutto quello che è possibile trovare in un normale supermercato. Non stiamo parlando di un’idea avveniristica, da film da fantascienza, ma di una macchina che è già realtà.

 

A realizzarla è stato un gruppo di ragazzi di Palermo, che ha dato vita a quella che è già stata battezzata Wib, Warehouse in a Box, ossia, appunto,  magazzino in una scatola. Si tratta di un progetto che promette di essere rivoluzionario non solo da un punto di vista tecnologico, come vedremo, ma anche per quello che riguarderà le abitudini sociali di molti consumatori. “Innanzitutto – ci racconta Antonino Lo Iacono detto Nino, 30 anni e futuro amministratore delegato della start up che commercializzerà la Wib – siamo stati in grado di sviluppare una macchina distributrice automatica evoluta, la cui innovativa peculiarità è rappresentata dal fatto di poter manipolare contemporaneamente più prodotti”.

 

Addio dunque alle vecchie macchinette dove inserendo la moneta e un codice, veniva sganciato volta per volta il singolo snack o la singola lattina. D’ora in poi avremo a che fare con una sorta di piccolo robot in grado di selezionare in contemporanea decine di prodotti, indipendentemente, e questa è un’altra novità assoluta, dal tipo di packaging. “Sarà possibile così vendere in questi distributori dal vino all’olio, dalla pasta alle conserve dai biscotti al pane – annuncia Lo Iacono. Ma non finisce qui. Le nostre macchine infatti saranno abilitate anche alla vendita di prodotti di elettronica di consumo, dagli smartphone agli Mp3 fino agli iPad. Inoltre – aggiunge il giovane ingegnere siciliano – è già prevista anche la vendita di prodotti di cosmetica e di parafarmaci”.

 

Insomma, come detto una sorta di supermercato ambulante, e anche di più. Il tutto grazie ad un’architettura logistica che renderà questi nuovi distributori dei pezzi di lego componibili. “La grandezza delle macchine – dice infatti Lo Iacono – sarà variabile. Si partirà da una struttura base larga 2 metri, alta sempre 2 metri e profonda 1,2 metri. Ad essa sarà poi possibile aggiungere degli elementi componibili che ne aumenteranno il volume fino anche a dieci volte”.

WIB 2

Ma se queste sono le meraviglie della parte meccanica, ci sono poi le innovazioni della parte software del progetto che, a loro volta, promettono di rappresentare una svolta epocale. “La novità sta nel fatto che ci si potrà connettere online a queste macchine – sottolinea Lo Iacono – e tra l’altro con qualsiasi tipo di device, dal computer allo smartphone fino all’iPad. In questo modo il consumatore potrà collegarsi al distributore, vedere i prodotti, ordinarli e acquistarli pagando anche con carta di credito. Una volta che poi si troverà a passare davanti alla macchinetta dovrà soltanto ritirarli”.

 

Insomma, pensate al pendolare, che dall’ufficio potrà comodamente fare la propria spesa quotidiana o anche settimanale, e poi raccogliere le proprie buste degli acquisiti scendendo in metropolitana o andando a prendere il suo treno o il suo autobus. Dunque una vera piccola rivoluzione dei consumi. “Tra l’altro – aggiunge Lo Iacono – la possibilità di effettuare pagamenti elettronici garantirà un maggiore livello di sicurezza delle macchine, che non saranno oggetto di scassinamento per impossessarsi del contante. In ogni caso, per proteggere invece i prodotti, alcuni dei quali come detto potranno essere anche di valore elevato, abbiamo predisposto delle strutture blindate e consiglieremo comunque ai nostri clienti di posizionare le macchinette in luoghi presidiati”.

 

Il combinato disposto di una tecnologia meccanica multifunzionale, capace di compiere azioni diverse in modo contemporanea, unita ad un software intelligente, capace di raccogliere ordini e di effettuare pagamenti, ha dato come risultato Wib, una generazione di nuovi e avveniristici distributori, capaci anche all’occorrenza di programmare anche delle promozioni a tempo su determinati prodotti. Una novità che attende dunque solo di essere commercializzata. “Per il momento – dice Lo Iacono – il nostro prototipo ha dimostrato di funzionare perfettamente. Tra l’altro ci sono già almeno un paio di fondi di venture capital pronti a finanziare la nostra nuova società. Attendono solo che qualche catena di grande distribuzione si faccia avanti e decida di lanciare in pubblico le nostre macchine”.

WIB 3

Nel frattempo Lo Iacono e i suoi cinque colleghi ideatori della macchina, sono pronti ad entrare nella nuova start up che a breve prenderà vita e che si chiamerà, neanche a dirlo, proprio WIB. “Finora abbiamo già investito circa 200mila euro nella progettazione del prototipo – racconta ancora Lo Iacono – soldi che ci sono arrivati da un fondo del ministero dello Sviluppo. Per quanto riguarda poi la parte più strettamente meccanica ci stiamo appoggiando ad un partner tecnologico di Termini Imerese che si è proposto di effettuare il lavoro di assemblaggio delle nuove macchine”.

 

Insomma, manca poco affinché anche la parte commerciale del progetto diventi finalmente realtà. “Certo – sottolinea Lo Iacono – in questi anni, abbiamo avuto occasione di fare un interessante soggiorno in California nella Silicon Valley e ci siamo resi conto che lì le cose, quando si tratta di passare dalla teoria dei progetti alla pratica delle imprese, viaggiano ad un’altra velocità. In ogni caso siamo fiduciosi e crediamo che a breve anche il nostro prototipo diventerà una realtà commercializzata”. Una speranza che ovviamente condividiamo tutti, anche perché siamo convinti che saranno in tanti ad essere interessati a fare la spesa al distributore automatico. Provare per credere.

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