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La start-up che fa le pulci ai politici

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La politica? È un business, o almeno può esserlo, non in senso deteriore ma al contrario se si è armati di una anglosassone voglia di trasparenza. È il caso del fact checking, settore relativamente nuovo almeno in Europa che consiste nel verificare punto per punto tutte le affermazioni dei politici, che tendono, soprattutto nelle campagne elettorali, a “strafare” e a farsi prendere la mano da proclami spesso poco realistici.

Negli Stati Uniti il fact checking è una solida realtà, e siti come Politifact.com o Factcheck.org sono ormai i cani da guardia più temuti dal potere.

Il controllo dei fatti ha visto la sua esplosione durante le presidenziali del 2008, con le dichiarazioni di Obama e Romney regolarmente passate al setaccio dai controllori di mestiere. Un mestiere che in realtà viene da lontano e ha origini antiche: un tempo, tutti i grandi giornali avevano al loro interno almeno una figura che si occupasse di controllare che quello che i loro colleghi cronisti scrivevano avesse solide basi.

 

Oggi, con la crisi dell’editoria, i checkers sono quasi scomparsi dalle redazioni, ma sono ricomparsi in Rete: l’intuizione è arrivata da un giornalista americano, Bill Adair, che nel 2007 cominciò a verificare cifra per cifra tutti i numeri (spesso fantasiosi) dati dai due sfidanti alla Casa Bianca. Nacque così il sito Politifact.com, che con pignoleria sottopone tutte le cifre dei politici a un’attenta disamina.

Anche in Italia, paese dove spesso i politici le sparano particolarmente grosse, stanno sorgendo realtà importanti in questo settore, ad opera di giovani giornalisti che vogliono ridare un senso alla professione.

Tra i siti più importanti c’è Pagella Politica, una rete di giovanissimi professionisti che a partire dal 2012 si è messa in testa di schedare le dichiarazioni dei politici, verificandole punto per punto.

Uno degli undici membri di Pagella Politica racconta a L’arancia come funziona. “Ci siamo costituiti nell’ottobre 2012” ci spiega Amerigo Lombardi, laurea in scienze politiche e master a Bruxelles, 27 anni. “Il nostro obiettivo era dare maggior attenzione ai fatti verificabili nel dibattito politico”. Pagella Politica, molto seguita sul web, scannerizza migliaia di dichiarazioni di politici, dalla A di Gabriele Albertini alla Z di Nicola Zingaretti, e le sottopone a un controllo di veridicità. “Giornali, agenzie, di stampa, twitter, siti web, profili dei politici sono le fonti da cui vengono estratte le dichiarazioni” dice Amerigo. “Naturalmente prendiamo in considerazione solo quelle che contengano dati e siano verificabili empiricamente, non ci interessa dare un giudizio politico ma solo di veridicità”.

 

Ogni proclama viene valutato secondo una pagella che prevede cinque voti in ordine decrescente. Da “Vero” a “C’eri quasi” a “Ni” a “Pinocchio andante” a “Panzana pazzesca”.

“Nel verificare i dati come veri o falsi, citiamo sempre le fonti dei dati sui quali basiamo le nostre valutazioni, in modo da poter essere facilmente smentiti nel caso avessimo interpretato male i dati a disposizione” dice Amerigo. “Se quei dati venissero aggiornati in seguito Pagella Politica non andrà a modificare l’analisi poichè sarà fatta alla luce dei dati disponibili a noi (e quindi al politico che fa la dichiarazione) al tempo della dichiarazione stessa”.
Sul sito di Pagella Politica ci si può sbizzarrire, dalle dichiarazioni di Beppe Grillo sui costi della pubblica amministrazione (“pinocchio andante”) ai proclami di Matteo Renzi sul fisco italiano e quello americano (“vero”). Sul sito di Pagella Politica si possono fare ricerche per argomento (economia, elezioni del comune di Roma, eccetera), per votazione, per nome del politico.

Con 6.800 like su Facebook, quasi 2700 followers su twitter, Pagella Politica è una start-up giornalistica importante.

Amerigo ci racconta che per adesso non hanno una vera e propria redazione, ma tutto il lavoro si svolge in Rete, con vari collaboratori sparsi per l’Europa, e tutti che comunque vi impiegano il proprio tempo libero. Per il futuro però stanno pensando a qualcosa di più strutturato, soprattutto per rendere sostenibile il progetto a livello finanziario. Per partire, Amerigo e i suoi soci hanno fatto ricorso al crowdfunding, raccogliendo quasi 3.000 euro. Adesso stanno pensando a come crescere, mantenendosi indipendenti, “perché dovendo essere un organo che valuta la veridicità delle dichiarazioni altrui è chiaro che non possiamo avere un padrone”, dice Amerigo, a come sfruttare anche un archivio che conta ormai 40.000 dichiarazioni. Stanno anche pensando di costituire una vera e propria società, e in particolare stanno valutando una srl semplificata o a una srl a capitale ridotto.

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