16gen

L’agricoltura lombarda punta all’innovazione: sì EXPO, no mafie

In Lombardia i contadini under 30 sono il 7,2% del totale, uno su 14, e gestiscono 3520 aziende. In tutto, le aziende lombarde, sono 48.000. In cima alla classifica ci sono Como e provincia, con il 12,5%, poi Lecco, con l’11% e Sondrio, con il 10,2%. Negli ultimi anni, questi giovani hanno dato ossigeno all’occupazione agricola creando 3968 nuovi posti di lavoro.

 

Il settore è vasto, e va dall’agricoltura più classica all’universo agroalimentare e agroturistico. Negli ultimi 5 anni tra Milano, Lodi e Monza-Brianza gli agriturismi sono aumentati del 14%. 94 quelli attivi a metà del 2013 nella provincia milanese, 29 a Lodi e 12 in Brianza.

 

In questo calderone ‘agro’ acquisisce sempre più rilevanza il fattore tecnologico. Come emerso ieri a Milano al tavolo agroalimentare di EXPO tenutosi in Camera di commercio, il trend è decisamente positivo. Sono 227 i nuovi imprenditori giovani su 963 delle nuove iscrizioni da gennaio a settembre 2013 nel settore agricolo. Questi imprenditori agricoli danno lavoro a 4mila addetti, su un totale di 79mila posti di lavoro creati dalle imprese agricole lombarde nel complesso.

 

“In questo periodo di difficile crisi EXPO rappresenta un’opportunità per il settore agricolo”, ha osservato Giovanni Benedetti della giunta della Camera di commercio di Milano.

 

“I giovani hanno una particolare propensione ad avvicinarsi a  queste attività, vicine alla natura e all’ambiente:  un nuovo iscritto su quattro nel 2013 è un giovane. I Tavoli EXPO della Camera di commercio possono rappresentare una opportunità per promuovere queste start-up e creare sinergie positive”.

 

EXPO, certo, sviluppo sostenibile, salvaguardia dell’ambiente, buona e cattiva nutrizione, lotta alla contraffazione. Una lunga lista di sfide a cui questa nuova generazione di imprenditori ha deciso di dedicarsi, non senza alcune difficoltà. Nonostante i numeri infatti, il settore agricolo è sceso da 50.000 e 506 imprese a 48.000 e 909 in un solo anno. Gli ostacoli sono di sistema,  economici, tantissimi, ma anche di ‘contesto’, come la mafia. 

 

In occasione della firma del piano Mafia Free tra Regione, Comune, Ministero dell’Interno e Società EXPO, Coldiretti Lombardia ha svolto un’analisi su dati Anbsc. Risultato? In Lombardia sono stati sequestrati alla criminalità organizzata 50 terreni agricoli e fabbricati rurali in 29 comuni fra Milano, Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Pavia, Sondrio e Varese. In totale sono 184 i centri dove lo Stato è intervenuto delineando una “mappa della presenza mafiosa” che interessa, a livello di sequestri, il 12% del territorio lombardo.

 

“La quantità dei beni confiscati – ha commentato Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – è da un lato un indicatore preoccupante di infiltrazioni nei nostri territori, dall’altro però è il segnale di una grande attività di indagine e di repressione.”

 

I segnali di lotta a quel qualcosa che non va ci sono, come c’è la voglia di guardare avanti, per i giovani imprenditori come per i nuovi dipendenti. Agricoltura è innovazione, lo vediamo tutti i giorni, dalle app per smartphone per far incontrare consumatore e azienda agricola, alle piattaforme web per chi cerca la produzione a chilometro zero. Smartground, Jenuino, Goodmakers o Quicibo; le piattaforme digitali di servizi e applicazioni per semplificare le attività agricole o di produzione, o di distribuzione sono tante. Si riduce lo spreco di risorse, si crea community, in altre parole si fa impresa nel 2014.

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