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L’anno delle start-up: il 2014, meglio del 2013

Ci siamo, è Dicembre, e come ogni anno è arrivato il momento di fare il punto della situazione. Il 2014 ha segnato una forte crescita del settore start-up, quello dell’innovazione e delle imprese giovani, e questo è stato possibile grazie agli investimenti di finanziatori istituzionali, business angel e incubatori. 

 

Come lo sappiamo? Facile, grazie alla ricerca Ecosistema start-up, realizzata da Italia Startup e dagli Osservatori Digital Innovation della School of management del Politecnico di Milano in collaborazione con SMAU e Cerved Group, e con il supporto del ministero dello Sviluppo economico, e presentata allo Iab Forum a Milano lo scorso 27 Novembre.

 

Da un lato  una crescita complessiva degli investimenti nelle attività hi-tech, dall’altro start-up innovative più che raddoppiate (+120%), passando da 1227 nel 2013 a 2716 nel 2014.

 

Aumentano anche i numeri delle start-up finanziate, 113 dell’anno scorso, 197 quelle attuali. Gli investimenti complessivi in start-up hi-tech sono saliti del 15% nel 2013, toccando i 129 milioni di euro. Una bella cifra, consistente, ma non ancora in pari rispetto a Paesi come Francia (dove quel numero si moltiplica per sette), Regno Unito (dove si sale di cinque volte) o Spagna (più o meno il doppio di noi).

 

C’è ancora da lavorare quindi, ma non tantissimo, un po’ (diciamo meno del passato, forse), perché quel che è certo è che i soggetti non istituzionali quest’anno hanno fatto la loro parte, e che i soldi, soldi nuovi, quelli degli investimenti, sono arrivati proprio da loro: business angel, family office, acceleratori e incubatori, per un buon 50% degli investimenti totali.

 

E come conseguenza, i protagonisti più (diciamo) istituzionali sono andati a traino e hanno deciso di metterci del loro. ”Gli investitori cosiddetti istituzionali hanno un ruolo di continuità importante nel sostegno alle giovani imprese innovative”, così Federico Barilli, segretario generale di Italia Startup.

 

“Le banche hanno iniziato a fornire prestiti rilevanti di medio termine alle start-up”, e questo “grazie al fondo di garanzia statale, pari a quasi 100 milioni di euro.”

 

Bene no? Certo, anche perché non è finita qui, anzi, nel 2014 segnali positivi si sono registrati anche “in tutte le fasi del ciclo di vita di una start-up, dalla sua nascita allo sviluppo e all’exit.” Ecco il giudizio di Andrea Rangone, responsabile degli Osservatori digital innovation. “Prima di tutto un buon fermento in tutte le componenti dell’ecosistema.”

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