05feb

Lavoratori autonomi: parte il tweetbombing al Governo, restituite la #refurtIVA

E’ partito qualche minuto fa il “tweetbombing” al grido di “Restituite la #refurtIVA”. Di che si tratta? Di un massiccio “bombardamento”, naturalmente pacifico, diretto a sensibilizzare il presidente del Consiglio Matteo Renzi e l’intero governo sul tema del trattamento fiscale  e previdenziale dei lavoratori appunto con partita Iva.

 

L’obiettivo è bloccare l’aumento delle aliquote della gestione separata dell’Inps, così come passaggio della tassazione dal 5 al 15% sul regime dei minimi previsto dalla legge di stabilità. Come è noto il premier ha ammesso che è stato commesso un errore. «Spero che riusciremo a correggere i nostri errori con la delega fiscale entro il 20 febbraio» ha detto Renzi. Intanto però con l’hashtag #refurtIVA si vuole sottolineare l’assoluta ingiustizia di trattamento di una fascia di lavoratori (molto spesso giovani) che vengono sempre più tartassati, con un “tax rate” previdenziale che passa dal 27,72 al 30,72%.

 

Un assurdo carico che colpisce la fascia più debole dei lavoratori, senza alcun tipo di tutela, senza cassa integrazione, senza maternità, per non parlare di tredicesime e quattordicesime.

 

Privi insomma dei diritti fondamentali, in un paese in cui si è straparlato per anni di articolo 18 e di merito; mentre si mette in atto il più colossale trasferimento intergenerazionale di risorse che si ricordi: i giovani di oggi pagano le pensioni per gli anziani di ieri. E sarebbe anche giusto se questo patto fosse esplicito e trasparente. Ma non è così; le partite Iva, per anni malviste, sostanzialmente considerate alla stregua di piccoli imprenditori sospettati di evasione, sono ormai la maggioranza dei lavoratori, da quelli creativi a quelli artigianali. Nessuno li rappresenta, non i sindacati, né la politica, né le associazioni di categoria: eppure pagano oggi un terzo di quello che guadagnano, all’Inps; mentre probabilmente non avranno mai una pensione dignitosa.

 

 

E’ chiaro che non è una situazione né giusta né sostenibile. Anche per questo si spera che il Governo torni presto sui suoi passi. Per adesso, twittiamo fiduciosi  “Restituite la #refurtIVA”.

 

Leggi anche: