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Le micro-turbine di Guglielmino, energia da una moneta da un euro

Un progetto imprenditoriale che si inserisce nella migliore tradizione del’industria meccanica italiana. Non ci sono altre parole per definire l’iniziativa quanto mai rivoluzionaria di Emanuele Guglielmino di realizzare delle micro-turbine per la produzione di corrente elettrica. L’idea è nata nei tempi in cui questo giovane imprenditore ligure di 39 anni, lavorava in General Electric e Westinghouse, in Inghilterra e in Italia, occupandosi proprio di turbine industriali. “Mi sono reso conto – racconta Guglielmino all’Arancia – che il grosso problema che avevano le grandi reti di distribuzione, come quelle per gas e acqua ad esempio, era legato al puntuale controllo di tutte le tubature insieme alla gestione dei costi”. Per intenderci, se chi possiede ad esempio un enorme gasdotto di migliaia di chilometri, decidesse di piazzare in un qualsiasi luogo remoto della sua rete una piccola telecamera per monitorare eventuali malfunzionamenti, o anche solo un dispositivo elettrico per il controllo costante dei valori della pressione, dovrebbe mettere in conto di stendere chilometri di cavi elettrici solo per portare la corrente necessaria a far funzionare il dispositivo stesso. “L’alternativa – dice Guglielmino – potrebbe essere quella di un piccolo pannello solare, che però di notte non funzionerebbe e rischierebbe comunque di essere rubato alla prima occasione”.

Ecco l’idea allora di realizzare delle mini-turbine, grande quanto la moneta di un euro, che possano essere dislocate nei punti desiderati della rete per produrre l’energia elettrica necessaria a far funzionare i dispositivi installati in loco. Una soluzione il cui vantaggio straordinario sta nel fatto che per il suo funzionamento, ossia per ruotare, la micro-turbina sfrutta direttamente la forza del fluido che circola all’interno delle tubature, sia esso acqua, gas o altro ancora.

Non solo dunque un piccolo gioiello di manifattura meccanica, ma anche un efficace strumento di risparmio energetico. “Miniaturizzare una turbina industriale fino alle dimensioni di una moneta, o fino anche a pochi millimetri, è però una cosa molto complicata – sottolinea Guglielmino -. Notoriamente infatti, è più facile lavorare sui grandi motori che sulle piccole macchine. Comunque alla fine, con grande soddisfazione, ci sono riuscito”.

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E una volta raggiunto questo obiettivo, ottenuto grazie anche all’attività svolta all’interno dell’Istituto italiano di tecnologia, per Guglielmino non sono mancati i riconoscimenti. “Chiunque venisse nel mio laboratorio e prendesse conoscenza del progetto ne rimaneva incantato”. E i primi a credere nel valore della micro-turbina sono stati i responsabili della fondazione Mind the Bridge, che mette in contatto giovani imprenditori e inventori italiani con fondi di investimento californiani. “Ho vinto una loro selezione – racconta ancora Guglielmino – e sono stato per qualche mese a San Francisco dove ho frequentato un corso di imprenditorialità e ho conosciuto qualche primo investitore interessato allo sviluppo commerciale della mia idea”. Dopo il ritorno a Genova però, anche altri soggetti, questa volta italiani, si accorgono del valore straordinario delle micro-turbine. “A quel punto è stato un vero festival di riconoscimenti – sottolinea il giovane imprenditore – e ho inanellato ben 4 premi in pochi mesi, tra i quali quello nazionale per le start up nel settore clean tech. Tutto ciò mi ha permesso di mettere insieme un budget iniziale di circa 25mila euro, che mi serviranno da qui a maggio per dare vita alla mia azienda per commercializzare le micro-turbine”. Ovviamente in queste settimane e fino a maggio Guglielmino impegnerà tutte le sue risorse alla ricerca di altri investitori che possano supportare la sua iniziativa, posto che comunque almeno in questa fase, l’idea è di creare una start up che si occupi, come accennato, solo della parte commerciale, mentre le fasi più strettamente meccaniche verranno fatte realizzare da officine esterne. “In questo senso – aggiunge Guglielmino – non ho bisogno di mettere insieme somme colossali per poter partire. Tra l’altro sono tanti gli investitori che autonomamente mi vengono a cercare perché hanno sentito magari parlare del progetto, soprattutto fondi di venture capital”. Una piacevole conferma del fatto che, pur in tempo di crisi, se ci sono idee davvero innovative, alla fine anche le risorse finanziarie si rendono disponibili. Un buon viatico per tutti i giovani imprenditori italiani e per questo 2013 che presenta ancora così tante ombre, ombre che forse verranno in minima parte rischiarate anche dall’energia che produrranno le micro-turbine di Guglielmino.

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