10ott

Le Pmi sono in difficoltà, è il momento di inventarsi qualcosa

Secondo i dati di Bankitalia, a luglio, i prestiti alle Pmi sono andati male; il costo dei finanziamenti ai privati è salito al 3,96%, quello alle imprese al 4,41%. Per le banche il rapporto tra il totale dei crediti dubbi e incagliati nel bilancio delle banche e gli impieghi, a giugno, è salito fino al 7,1%, l’anno scorso era del 5,7%. Nel 2012 i prestiti bancari si sono ridotti di ben 60 miliardi di euro, e nella prima metà del 2013, la contrazione dei prestiti, non ha fatto che accentuarsi.

 

Su 10 piccole aziende che hanno chiesto un prestito nell’ultimo anno, 4 hanno ricevuto un ‘no’, 4 un ‘forse’ e solo 2 un ‘sì’ convinto.

 

Cosa significa? Che nei prossimi dodici mesi 6 Pmi su 10 dovranno ridimensionare il proprio giro d’affari per carenza di finanziamenti, che 3 su 10 saranno costrette a rivedere il proprio personale e che 2 su 10 dovranno valutare l’opzione chiusura. Non è il migliore dei momenti, ma da qualche parte si intravede un po’ di luce. Di che si tratta? Tanto per cominciare della nuova moratoria, un accordo firmato lo scorso luglio da Abi, Alleanza Cooperative Italiane, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confindustria e Rete Imprese Italia.

 

Tre gli interventi: operazioni di sospensione dei finanziamenti a medio-lungo termine, allungamento dei mutui e delle scadenze del credito a breve termine e  finanziamento per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale.

 

All’accordo hanno già aderito 281 banche, pari all’80,6% del settore in termini di sportelli, e insomma, qualcosa si muove. Un altro esempio? Il Road Show firmato Abi, un viaggio in dieci tappe sotto forma di altrettanti seminari rivolti a banche e confidi per aiutare le Pmi ad accedere a forme di credito disponibili e a conoscere il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

 

Un’altra idea? Il leasing. Perché? Perché leasing significa ‘strumento di finanziamento’ e antidoto all’attuale stagnazione del credito bancario alle imprese. Innanzitutto il leasing è la forma tecnica meno rischiosa per il settore bancario e finanziario ed è da sempre riconosciuto come lo strumento principale per finanziare gli investimenti produttivi. Dopodiché è uno strumento di credito che si rivolge esclusivamente all’economia reale.

 

Non vi convince? Pensate al passato. In questo modo si reintrodurre quel tipo di appeal fiscale che ha sostenuto lo sviluppo del sistema Italia degli anni Ottanta, riportando il periodo di deducibilità fiscale del leasing per i beni strumentali utilizzati dalle stesse Pmi. Tradotto, un bel risparmio. Non male no?

 

In ogni caso, quale che sia l’idea, occorre intervenire con iniziative capaci di essere immediatamente operative.

 

All’estero non stanno a guardare. Il governo francese ha lanciato una proposta per ampliare i prestiti delle imprese di assicurazione alle Pmi aggiungendone altri 90 agli attuali 216 miliardi. In  Inghilterra esiste un Pacchetto corporate tax per il sostegno e la ripresa delle Pmi con un’aliquota marginale al 20% e deducibilità totale dal reddito, ogni anno, degli investimenti in macchinari industriali fino a 250.000 sterline. E in Italia? Qualcosa si muove, dobbiamo considerare le alternative, metterle a punto e agire. Adesso.

Leggi anche: