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Le start-up ci sono, mancano le competenze

Il 40% delle start-up è alla ricerca di risorse umane, e questo perché questo tipo di risorse, in questo settore, sono carenti (e parecchio). Ecco i risultati delle indagini dell’Osservatorio Startupper’s Voice, un punto di raccolta delle opinioni degli imprenditori italiani promosso da Holding LVenture Group e SWG.

Programmatori, amministratori, professionisti nel settore del marketing digitale, ecco cosa manca all’Italia delle start-up. L’11% dei giovani imprenditori non vede nei candidati a disposizione le competenze giuste. Per tre aziende su quattro, la campagna assunzioni è difficile, spesso impossibile.

Le start-up innovative italiane, secondo il registro Infocamere, hanno appena superato quota 2000. Tra le 662 che hanno comunicato il numero degli addetti, 576 si fermano sotto i quattro, 59 non superano i 10. Sono solo 26 quelle sopra i 20 dipendenti. Ma crescere veloci è la loro missione e secondo i dati di SWG, quasi il 40% degli intervistati è alla ricerca di nuovi dipendenti.

“Mancano le giuste qualifiche”, ha commentato Luigi Capello, amministratore delegato di LVenture. Lo stesso problema c’è anche in Silicon Valley, solo che lì le grandi compagnie si contendono i programmatori a colpi di buste paga, qui, neanche a dirlo, non è proprio così.

“Il canale di assunzione principale qui è il network di contatti personali. Bisogna lavorare per creare un ponte tra il mondo dell’imprenditoria e l’accademia.”

I dati pubblicati dall’Osservatorio riguardano aspettative, impiego, e necessità di un campione di start-up circa 200 unità. Il fatto, alla fine della ricerca, è che alla domanda manca l’offerta, e che gli imprenditori in Italia continuano a incappare nei (più o meno) soliti problemi. Il 63% vorrebbe un minore peso della burocrazia, il 27% l’aumento degli investimenti privati e il 16% lo sviluppo programmato dell’Agenda Digitale.

La voglia di fare impresa è forte ma “perché questa spinta porti a risultati concreti serve un contesto che fornisca il proprio contributo: risorse qualificate, capitali privati e supporto pubblico.”

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