16mar

L’impresa si fa donna, in arrivo 300 milioni di incentivi per start up al femminile

Probabilmente sarà uno degli ultimi atti del governo Monti ancora in carica, ma di certo verrà ricordato per molto tempo, in particolare da tutte le giovani imprenditrici italiane con in testa da tempo un progetto per aprire una propria impresa. Grazie infatti ad un accordo tra il ministero dello Sviluppo economico guidato dal ministro Corrado Passera, e a quello del ministero del Lavoro alla cui testa si trova ancora il ministro Elsa Fornero, sono stati stanziati ben 300 milioni di euro a favore dell’imprenditoria femminile.

Si tratta di uno sforzo consistente, che dovrà servire anche per colmare una lacuna che da sempre caratterizza l’Italia rispetto ad altri Paesi occidentali, ossia la scarsa propensione delle nostre donne a farsi imprenditrici o più in generale ad avere un’attività lavorativa.

Basti ricordare che nel 2012 le piccole imprese guidate da giovani imprenditrici sono aumentate in Italia solo di circa settemila unità, con un incremento della base imprenditoriale pari a un minuscolo 0,5% rispetto all’anno precedente. Un segnale, come si può vedere, ancora debole, anche se tutto sommato si tratta di un aumento superiore al totale delle imprese italiane, che nel 2012, sono cresciute unicamente dello 0,3%.

La dimostrazione che dopo decenni di immobilismo, qualcosa di importante comincia seriamente a muoversi sul fronte dell’imprenditoria in rosa. E allora ben vengano questi incentivi, che permetteranno a tante donne di trasformare in realtà il proprio progetto aziendale. L’intesa raggiunta tra i ministri Passera e Fornero istituisce in pratica una sezione speciale del Fondo centrale di garanzia, dedicato specificatamente a interventi di garanzia diretta, cogaranzia e controgaranzia, finalizzati proprio ad attività di imprese femminili.

Le modalità con cui verranno distribuite le risorse disponibili nel fondo saranno le seguenti:

– ripartizione del rischio al 50% tra le risorse del Fondo di garanzia e di quelle attivate dalla sezione speciale dedicata alle imprese in rosa;

– condizioni più favorevoli per la concessione della garanzia alle imprenditrici che ne faranno richiesta;

– destinazione di una parte dei fondi a interventi in favore di imprese start up, per le quali nella prima fase verranno riservati la metà dei finanziamenti disponibili, salvo poi variare questa somma sulla base di indicazioni che arriveranno dal ministero per le ari Opportunità.

Un segnale dunque concreto, come già detto, che intende, in un periodo di crisi economica ancora dilagante, rilanciare l’attività produttiva delle imprese, puntando in maniera specifica su quelle femminili, che tante potenzialità presentano nel nostro Paese. Una scelta tra l’altro in linea con una tendenza più generale, visto che arriva dopo il rinnovo del protocollo d’intesa sempre fra i ministeri dello Sviluppo e del Lavoro, insieme e Unioncamere, per rilanciare l’attività dei 105 comitati per l’imprenditoria femminile presenti in tutte le Camere di Commercio. Opportunità che tutte le donne che da tempo conservano nel cassetto un progetto imprenditoriale non potranno farsi sfuggire: l’occasione infatti è davvero ghiotta e chissà se ricapiterà in futuro.

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