25feb

L’incubatore di competenze di Corrado Passera

L’ex ministro ha annunciato la nascita di un “incubatore di competenze”, un progetto che guarda alla ricerca e all’innovazione, puntando alla ripresa del Paese a partire dalle università.

 

Si chiama Italia Unica, ha la forma dell’incubatore e la spinta dell’ex ministro ed ex-guida di Poste Italiane e Banca Intesa Corrado Passera. Parole chiave innovazione e ricerca, tutto per attrarre investitori nazionali e stranieri e convincerli ad investire nelle start-up innovative dell’universo Italia. Cosa ne pensate?

 

Il progetto prevede un credito di imposta per chi investe nella ricerca e molta attenzione alle neo-imprese innovative.

 

Passera vuole far “ripartire il Paese”, e “farlo uscire dall’angolo”, tutto per le imprese e per superare la crisi. Come dice lui, “Questo Paese è una casa bellissima, che però sta crollando”, c’è bisogno di “una ripassata fondamentale.”

 

Passera porterà la sua idea in giro per l’Italia a partire da domani, 26 febbraio, con l’intento di arrivare a giugno con una “squadra formalizzata e un’organizzazione sul territorio.” Il logo è già pronto, la squadra non proprio. Le prime indiscrezioni parlano di Follini a Clini, ma è ancora tutto da vedere, perché per ora, quel che è certo, è che “non è più tempo di piccoli passi”, occorre partire “da bisogni concreti”, come i numeri.

 

400 miliardi per rilanciare economia e occupazione, 50 miliardi in meno al carico fiscale e una lotta all’evasione che parta dal premiare chi non evade, “restituendo l’Iva a chi paga con moneta elettronica”.

 

Primo step, “concentrare i contributi pubblici alla ricerca solo su università e centri di ricerca eccellenti” e farli amministrare da un’agenzia incaricata. Secondo, pensare a un “grande credito di imposta pluriennale/strutturale per spese e investimenti di Ricerca e Sviluppo”, e terzo, “fare ponti d’oro agli investitori sia nazionali sia internazionali.”

 

L’ex-Monti insomma mette in campo dieci mesi di lavoro, non più dietro le quinte, ma fuori, per un progetto che parte da un semplice presupposto: rimettere in sesto il Paese “si può, quindi si deve”, cominciando dalle imprese, quelle innovative.

 

Poi certo, occorre sempre fermarsi e ragionare. Quello di Passera non è un progetto politico, dice, ma di impresa, e slancio per un Paese e le sue aziende. Tutto qui?

Leggi anche: