09dic

L’Italia e il digitale: una ricerca smentisce tutti i luoghi comuni

L’Italia in fondo alle classifiche per l’uso di Internet e la banda larga? Mica tanto. Una ricerca appena presentata da Mc Kinsey in collaborazione con Google smentisce alcuni luoghi comuni

 

Intanto il paper della società di consulenza conferma: per la banda larga è vero, siamo indietro rispetto ai nostri colleghi europei, 23 per cento di diffusione contro il 40% dei primi 5 dell’Unione Europea. Però attenzione: siamo in media con la percentuale di smartphone (60%) e siamo addirittura avanti sull’uso di Internet (lo usa l’86% della popolazione attiva contro l’83% dei primi della classe in Europa).

 

Il punto è cosa si intende per popolazione attiva: il “digital divide” italiano, dice la ricerca, riguarda solo la popolazione anziana italiana, mentre i giovani sono più digitalizzati dei colleghi europei (il 90% dei giovani tra i 16 e i 24 anni usa Internet, contro l’83% dei migliori 5 in Europa). E occhio perché anche gli arzilli vecchietti italici si stanno velocemente attrezzando: nella fascia dai 55-74 anni siamo primi in assoluto, 11,5% di crescita, doppio della Francia (5,5%) e del Regno Unito (6,1%). Ma anche nelle altre fasce di popolazione non andiamo male: tra i giovani (16-24 anni) l’accesso a Internet sale del 2% in Italia contro l’1% della Spagna e il 3% della Francia; tra i trentenni (25-34 anni) noi cresciamo del 2,5% contro il 2,2% della Spagna e lo 0,7% del Regno Unito.

 

Infine tra i punti dolenti c’è l’ecommerce, si è strombazzato anche qui di una inferiorità italiana. In realtà le cose sono più complesse: è vero, le medie non ci premiano. La nostra quota è del 2,3% dell’intero commercio, e qui siamo a un terzo della media europea (7,7%). Però ci sono settori, come il turismo e i viaggi, in cui siamo in linea: nel turismo, un quarto delle transazioni avvengono su Internet (25%) esattamente come il resto d’Europaa. Qual è il problema, allora? Perché in totale gli italiani continuano a fidarsi poco, spendendo 366 euro a testa all’anno per acquisti digitali, contro i 1.320 degli inglesi?

 

Secondo McKinsey e Google, la colpa è delle banche italiane. Che sono, queste sì, indietro rispetto ai loro colleghi europei, non offrendo “una offerta adeguata in termini di prodotti e servizi disponibili”. “Ad oggi le banche italiane non sono adeguatamente attrezzate per catturare questo valore, ma il digitale rientra tra le priorità strategiche del top management, con budget crescenti”, conclude la ricerca. Scordatevi le vecchie banche con gli sportelli, ormai il futuro deve essere tutto online e tutto pratico come uno Spotify o un Netflix. Se i polverosi istituti italiani non si adegueranno, entro dieci anni potrebbero perdere tra il 10 e il 40% del fatturato e tra il 20 e il 60% degli utili. Cioè, falliranno. Banca avvisata, mezzo salvata.

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