15nov

Meno tasse, più speranze per le imprese

Giù le tasse. È questo l’annuncio che da tempo ormai attendono imprese e famiglie. Eppure, nell’ultima legge di stabilità, il Parlamento ha provato a mettere in conto di abbassare proprio la pressione fiscale, soprattutto per le aziende. E lo ha fatto rinverdendo il cosiddetto Fondo Tremonti. Come dice il nome stesso, si tratta di un Fondo voluto dall’ex ministro dell’Economia e istituito nell’agosto del 2011, in extremis prima che il governo Berlusconi gettasse la spugna. Nell’occasione si prevedeva che il Fondo in questione servisse appunto ad abbassare il carico fiscale attraverso risorse che sarebbero dovute arrivare dalla lotta all’evasione e comunque a partire dal 2014. Due condizioni queste che non scaldarono certo i cuori dei contribuenti, consapevoli che la lotta all’evasione veniva sbandierata da tutti ma senza costrutto e che il 2014 era davvero troppo lontano. Senza contare inoltre che, in ogni caso, l’avvio del Fondo sarebbe stato condizionato dall’equilibrio della nostra finanza pubblica, un obiettivo quest’ultimo che un anno fa sembrava una semplice chimera.

Le speranze di un alleggerimento tributario messe da parte allora, tornano però ora a prendere quota come detto.

La Commissione Bilancio ha infatti rilanciato quella scatola vuota che finora era stato il Fondo Tremonti, conferendole una serie di risorse e stabilendo che l’abbassamento delle tasse dovrà partire già dal 2013.

Tra le voci che dovranno alimentare il Fondo ci saranno innanzitutto le eventuali maggiori entrate rispetto alle previsioni, anche se non è stato ancora specificato quali debbano essere. Poi si dovrebbe poter utilizzare il risparmio sulla spesa degli interessi dei titoli di Stato, spread permettendo ovviamente. Ultima fonte di approvvigionamento dovrebbe poi essere rappresentata dalla riduzione delle agevolazioni fiscali. Insomma tre canali che, crisi a parte, potrebbero effettivamente produrre risorse da utilizzare per abbassare le tasse.

L’unica incognita, che la legge però per il momento non chiarisce, è rappresentata dall’eventuale conferma del condizionamento dell’avvio del Fondo all’equilibrio dei nostri conti pubblici. Se così fosse infatti, nonostante la situazione sia migliorata decisamente rispetto a un anno fa, basterebbe soltanto l’entità mostruosa del nostro debito pubblico a far mettere da parte qualsiasi buona intenzione sull’abbassamento del carico fiscale. Staremo comunque a vedere, anche perché in ogni caso bisognerà attendere la prossima primavera quando il Def, il Documento di economia e finanza del 2013, stabilirà con più precisione quali saranno le somme che potranno essere effettivamente destinate alla riduzione del carico fiscale per famiglie e imprese.

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