28nov

Microcredito, plurale femminile

19_arancia
 
Essere imprenditori già è difficile in questo paese, ma se sei donna lo è ancora di più. È da questa constatazione che nasce il progetto “Riparti da te”. Lanciato a fine settembre dal Ministero del Lavoro, in collaborazione con l’Ente nazionale microcredito, prevede agevolazioni e prestiti per le donne che vogliono mettersi in proprio.

 

L’Arancia ne parla con Marco Paoluzi, il funzionario dell’Ente nazionale microcredito (Enm) che segue il progetto.

 

“La campagna ‘Riparti da te’ nasce da un’esigenza precisa” spiega Paoluzi. “Quella di incentivare l’impresa femminile che, come è stato appurato, subisce una vera e propria discriminazione quando si tratta di ricevere finanziamenti bancari. C’è infatti una vera esclusione, o meglio una discriminazione finanziaria, che riguarda le donne; alle quali vengono spesso erogate somme minori o al contrario richieste garanzie maggiori,” dice Paoluzi.

 

Da questa constatazione nasce il progetto Riparti da te; che prevede finanziamenti da 10 fino a 25 mila euro.

 

Come funziona? “Noi come ente non siamo costitutivamente pensati come erogatori di fondi” continua Paoluzi. “Quello che l’Enm fa è aver predisposto un portale, Microcredito Donna, nel quale si possono trovare tutte le informazioni per trovare l’ente erogatore più vicino sul territorio, al quale l’imprenditrice o aspirante tale viene indirizzata, dopo aver fornito una sorta di business plan della sua idea imprenditoriale. Il nostro ruolo è quello di mettere in rete gli enti erogatori, che possono essere banche di credito cooperativo, ma anche enti pubblici e addiritura diocesi”.

 

Di fronte alla crisi e alle restrizioni del credito tradizionale, spiega Paoluzi, “il microcredito in Italia è cresciuto a ritmi esponenziali, circa il 250% dal 2010 al 2012. Spesso si tratta di cifre modeste, che però a differenza dei prestiti bancari, vengono concesse senza garanzie reali come le ipoteche. Esiste però una enorme forbice tra domanda e offerta: a fronte di una richiesta per qualche miliardo di euro, i fondi disponibili sono intorno ai cento milioni di euro” dice sempre Paoluzi.

 

L’Enm sta predisponendo per i prossimi mesi un ulteriore progetto: in collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo di Roma, l’istituto sta studiando un fondo di garanzia con capitali propri, risparmiati da altre voci di bilancio, che possa permettere di finanziare nuove imprese nella regione Lazio. Un’ulteriore opportunità per chi volesse mettersi in proprio ma non riesce a reperire i fondi necessari.

Leggi anche: