29mar

Moleskine, se l’agenda va in Borsa (con un po’ di coraggio)

C’è un nuovo appuntamento nell’agenda borsistica di Milano. Il 3 aprile, subito dopo Pasqua, sbarcherà a piazza Affari una piccolissima azienda molto particolare, Moleskine; famosa per le sue agendine con l’elastico che evocano mondi di viaggi e di scrittori esotici, riproducendo il leggendario taccuino degli artisti e intellettuali degli ultimi due secoli, da Vincent Van Gogh a Pablo Picasso, da Ernest Hemingway a Bruce Chatwin, è in realtà un’azienda italianissima.
Nata nel 1997, con sede a Milano e circa 100 dipendenti, oggi è diventato un vero e proprio brand che comprende taccuini, agende, quaderni, borse, strumenti per scrivere, oggetti per leggere.
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Il fatto che Moleskine punti su Milano non è scontato ed è in sé una notizia, perché dovrebbe trattarsi del primo e soprattutto unico collocamento da un anno a questa parte. Non c’è solo la crisi, che ha reso piazza Affari una sorta di deserto dei tartari.

Le ragioni sono molteplici: da una parte i “grandi” al momento di collocarsi hanno deciso di scegliere altri luoghi più strategici, come Prada a Hong Kong. Dall’altra i “piccoli” e “piccolissimi” non possono permettersi i costi di un collocamento di Borsa, e preferiscono ricorrere ad altri tipi di finanziamenti, in primis quello bancario, che però negli ultimi anni è entrato profondamente in crisi.

In generale, manca anche del tutto la cultura del rischio, e la Borsa viene considerata con timore; nonostante vi siano anche settori dedicati di piazza Affari alle piccole imprese come l’Aim, con costi e procedure ridotte.

 

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Ma una Borsa asfittica non è un buon segnale in generale, e l’esagerato ricorso all’indebitamento bancario è un’anomalia tutta italiana. Quindi ben venga Moleskine, che ha avuto il coraggio di quotarsi in un momento del genere e in Italia, e speriamo che il suo esempio sia seguito da altri. Buona Pasqua!

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