20feb

Parte l’Agenda digitale, 900 milioni per una banda larga alla portata di tutti

La diffusione della banda larga e quindi l’accesso a Internet è e sarà sempre più un presupposto fondamentale non solo per la vita democratica di un Paese ma anche per il suo sviluppo economico. A maggior ragione poi se parliamo di imprese guidate da giovani imprenditori abituati ormai ad utilizzare gli strumenti offerti dalla Rete, dai siti ai blog ai social network, come elementi pienamente integranti dell’attività economica. Ecco perché diventa quanto mai fondamentale che anche in Italia si sviluppi e si espanda la diffusione della banda larga. Un fronte questo sul quale purtroppo il nostro Paese paga ancora lo scotto di un’arretratezza ormai non più sopportabile. La mancanza di adeguata copertura a banda larga del territorio, il cosiddetto digital divide, affligge in particolare il Sud, dove intere zone risultano ancora sfornite di acceso veloce al web. Ecco perché assume particolare valore il lancio ufficiale degli investimenti legati alla cosiddetta Agenda digitale, il programma di diffusione della Rete voluto dal governo e sostenuto con ingenti investimenti finanziari. E finalmente, grazie anche alla collaborazione con le Regioni, partono i primi bandi destinati a favorire la diffusione della banda larga.

Si tratta di primi finanziamenti per 900 milioni di euro che avranno come primo obiettivo quello di portare Internet ultra-veloce almeno al 40% dei cittadini di Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Sicilia

In questo modo si riuscirà a garantire a 2,8 milioni di residenti in 3.600 Comuni del Mezzogiorno la banda larga e ad altri 4 milioni di cittadini meridionali che abitano in 180 località diverse la cosiddetta banda ultralarga, ossia un accesso ancora più veloce ed efficiente alla Rete. Un secondo bando poi sarà dedicato in esclusiva alla diffusione su tutto il territorio nazionale della banda ultralarga. Un altro intervento che coniugherà la lotta al digital divide, grazie alla diffusione di connessioni che andranno da 30 mbps (mega byte al secondo) a 100 mbps, alla creazione di nuove opportunità di occupazione, visto che saranno almeno 5.000 i posti di lavoro che potranno determinarsi grazie a questi investimenti. E questa non deve apparire certo come una conseguenza casuale. E’ ormai accertato infatti che investimenti di questo tipo abbiano importanti ricadute positive sulle economie dei Paesi che li mettono in campo.

Secondo studi condotti dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, investimenti come quelli che ha in programma l’Italia, possono portare a un incremento del Pil fino a 1,3 miliardi di euro. Senza contare che il programma di finanziamento ideato dal governo prevede una importante partecipazione diretta delle aziende private che potranno in questo modo trarre benefici ancora più immediati da un ammodernamento della nostra rete Internet. Dei 900 milioni che verranno infatti investiti, ben 237 arriveranno proprio dal mondo delle imprese: un modo pratico per coinvolgere tutte le forze del Paese a progettare il suo rilancio e il suo ammodernamento. Speriamo presto di poterne vedere i primi frutti.

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