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Piccole imprese al Sud, in Basilicata la crisi si sfida con il microcredito

Dire che in Italia il Sud continua ad essere la zona più disagiata del Paese a fronte di un Nord che viaggia decisamente ad altri ritmi non è purtroppo un luogo comune. E’ semmai la drammatica constatazione di un fenomeno che continua a perpetuarsi nei decenni senza trovare soluzione. E l’ultima, inevitabile conferma è arrivata proprio in questi giorni, quando uno studio di Unioncamere ha certificato per l’ennesima volta questo insanabile gap. Per il 2013 infatti, a fronte di previsioni comunque negative per il nostro Paese, con un Pil stimato in discesa dell’1%, il Mezzogiorno fa nettamente peggio. Le regioni meridionali infatti vedranno il loro prodotto interno calare addirittura dell’1,7%, un valore più che doppio del -0,8% che dovrebbe far registrare il Centro-Nord. Fornire  nuovi e sempre più efficaci stimoli all’economia meridionale resta dunque un obbligo assoluto per l’Italia se davvero si vuole affrontare in maniera seria l’annoso problema della disoccupazione, soprattutto in un periodo di pesante crisi come quello attuale. Ecco che allora giunge come una notizia più che positiva l’iniziativa messa in campo in una Regione meridionale troppo spesso dimenticata, ma che in più di un’occasione ha dimostrato di rappresentare un laboratorio efficace di nuovi iniziative sociali ed economiche. Ci riferiamo alla Basilicata, la cui giunta regionale ha deciso di stanziare fondi che possano servire ad avviare nuove iniziative imprenditoriali o a rilanciare piccole imprese già attive. Due in particolari i target a cui si rivolge questo programma di finanziamenti: i giovani e le donne. Soggetti questi ultimi che non possono non rappresentare il volano fondamentale per sperare che in Regioni del Sud, come appunto la Basilicata, l’economia possa ritrovare nuovo vigore.

Il sistema di finanziamenti ideato dalla giunta lucana prevede una forma di microcredito che potrà raggiungere i 25mila euro e che sarà assegnata a tasso zero. Le imprese che vorranno usufruirne, come accennato, dovranno avere alla guida una donna, un giovane oppure operare nel terzo settore e dovranno prevedere almeno una unità produttiva sul suolo lucano.

Si tratta chiaramente di un’iniziativa che mira innanzitutto, come accennato, a ridare impulso e speranza a giovani donne e giovani imprenditori troppo spesso frustrati nei propri progetti professionali e costretti ad emigrare. Ma tra gli obiettivi, tra l’altro esplicitamente dichiarati, c’è anche quello di offrire nuove opportunità di lavoro a collaboratori e futuri dipendenti, cercando così di combattere il devastante fenomeno della disoccupazione. E proprio per poter  raggiungere più efficacemente questo scopo, le maglie del bando che regola i finanziamenti sono state allargate, permettendo l’accesso ai finanziamenti a chiunque abbia in mente attività imprenditoriali, dalle società, al singolo imprenditore fino al libero professionista intenzionato ad aprire un proprio studio da lavoratore autonomo. Chiunque dunque sia interessato ad ottenere questi finanziamenti avrà tempo fino al 30 giugno prossimo per presentare la propria domanda, rivolgendosi agli uffici dell’ente Sviluppo Basilicata. Si tratterà forse ancora una volta di una goccia nel mare, ma sono iniziative come queste che lasciano aperto per molti giovani imprenditori uno spiraglio di speranza non solo per veder realizzato il proprio sogno professionale, ma anche quello di restare a lavorare nella propria terra di origine.

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