19set

Piccole imprese: il Lazio punta 10 milioni di euro sulle Reti

Un bando da 10 milioni di euro per sostenere reti d’imprese che riuniscano attività economiche su strada come negozi, artigiani, mercati, bar, musei, cinema e teatri: l’obiettivo è quello di realizzare servizi per i cittadini e per le imprese con iniziative promozionali e di marketing territoriale. Questa l’iniziativa della Regione Lazio che haprorogato al 15 novembre il bando.

 

Il tessuto imprenditoriale del Lazio è costituito per la stragrande maggioranza da piccole e piccolissime imprese: oltre il 98%. Lo strumento della “rete di impresa” è utilissimo per dare più solidità a queste realtà. La Regione sostiene la nascita di oltre 100 reti di imprese, saranno messe in rete almeno 3000 imprese laziali. Tra gli obiettivi, anche la possibilità di dar vita a piattaforme territoriali di attrazione turistica, mettendo insieme bellezza, prodotti tipici, artigianato, ristorazione. Tante le tipologie di attività previsteda quelle commerciali, artigianali e di vicinato ai mercati rionali alle attività culturali, fino al turismo. L’obiettivo dell’avviso è proprio quello di favorire la nascita, lo sviluppo e la sostenibilità di Reti di Impresa tra Attività Economiche su Strada: gli esercizi di vicinato; gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande; le attività artigianali e produttive; i mercati rionali giornalieri e periodici; le medie e le grandi strutture di vendita, alimentari e non; le attività turistiche, di intrattenimento, sportive, culturali quali musei, cinema, teatri; le attività professionali e di servizio; le attività economiche svolte su aree pubbliche in generale, rientranti nell’ambito territoriale che delimita la Rete, ad esclusione dei centri commerciali e delle aree commerciali integrate.

 

Come si partecipa? La partecipazione al bando è un atto composito che avviene in accordo tra un soggetto promotore e i Comuni o i Municipi di Roma Capitale in cui insistono le reti individuate. Il soggetto promotore della Rete ha il compito di individuare la Rete ed elaborarne programma, denominazione e logo. Il programma di Rete predisposto dai soggetti promotori deve essere approvato dai competenti Comuni del Lazio / Municipi di Roma Capitale, che sono i soggetti beneficiari diretti dell’avviso pubblico e sono responsabili dell’approvazione del programma e di tutto quello che consegue.

 

L’avviso pubblico è finanziato con 10 milioni di euro derivanti da risorse regionali. Il finanziamento massimo erogabile per ciascun programma di rete è pari a 100.000 euro, e gli interventi previsti all’interno del programma di rete dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla data di ammissione a finanziamento. La scadenza è stata prorogata al 15 novembre.

 

“Rispetto alla solitudine del commercio noi oggi diamo un’opportunità a chi si consorzia, o tramite filiere geografiche o per filiere di settore, così i commercianti che hanno qualcosa in comune possono, se si consorziano, avere finanziamenti pubblici per un totale di 10 milioni di euro per interventi infrastrutturali oppure per promuoversi, come fa un grande centro commerciale – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: noi vogliamo essere vicini a quei commercianti che hanno resistito negli anni della crisi e sono stati anche colpiti da una tendenza che ha spostato il consumo nei grandissimi centri commerciali. Sarà una bomba atomica che creerà lavoro e sarà una mano tesa a tutto il commercio del Lazio e a coloro che fanno commercio e che da oggi saranno meno soli”- ha detto ancora Zingaretti.

 

“Ci sono dieci milioni di euro, un impegno consistente rivolto ad aggregazioni di imprese del commercio, almeno 30 con un meccanismo di premialità man mano che il numero sale. C’è la possibilità di prevedere tra le spese un manager che possa organizzare e seguire il progetto – è il commento di Guido Fabiani, assessore allo sviluppo economico e attività produttive, che ha aggiunto: c’è inoltre la possibilità, se ci si mette in contatto con i Municipi e i Comuni, di consentire di detrarre una parte di introiti comunali per queste attività”.

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