06apr

Piccole imprese, per trovare risorse arrivano i minibond

La ricerca di fondi e di risorse economiche per poter operare è senza dubbio uno dei problemi più grossi che affrontano in Italia le piccole e le medie imprese. Da tempo ormai le banche hanno stretto i cordoni della borsa e rifiutano quasi sistematicamente le richieste di credito. D’altro canto sul fronte statale le cose non vanno certo meglio, visto che pressanti vincoli di bilancio di carattere comunitario, rendono ormai quasi sporadici gli interventi a favore delle imprese. Non resta dunque che affidarsi alle proprie capacità, e in questo senso una nuova opportunità è stata offerta alle piccole aziende non quotate dall’introduzione dei cosiddetti minibond.

Si tratta a tutti gli effetti di titoli finanziari, nello specifico di obbligazioni, con scadenza minima di 36 mesi dalla data di emissione e possono essere emessi da un’azienda non quotata appunto, avvalendosi della consulenza di una società autorizzata alla gestione di strumenti finanziari.

Da notare inoltre che per poterle emettere, le società devono essere assistite da uno sponsor , che può essere una banca, un’impresa d’investimento o una Sgr, ovvero una Società di gestione del risparmio. Per quanto riguarda infine il regime fiscale, è prevista un’aliquota del 20%. L’introduzione dei minibond per piccole e medie imprese è avvenuta con il varo, nel 2012, del cosiddetto Decreto Sviluppo da parte del governo Monti. Ci è voluto dunque un po’ di tempo prima che le piccole e medie imprese prendessero le misure al nuovo strumento finanziario.

In questi giorni però è arrivata finalmente la notizia della prima azienda che ha deciso ufficialmente di utilizzare i minibond per finanziarsi. Si tratta della Caar (Consulting automotive aerospace railway), impresa piemontese che ha deciso di sfruttare l’opportunità offerta appunto dal Decreto Sviluppo. L’emissione dei primi minibond è stata possibile grazie alla collaborazione della Banca di Credito Cooperativo di Cherasco in provincia di Cuneo. Lo strumento finanziario emesso dall’azienda piemontese prevede un tasso fisso pari al 6,50% per 5 anni e per un totale di 3 milioni di euro, e sarà quotato sul mercato Extramot Pro di Borsaitaliana. Secondo quanto fatto sapere dagli stessi dirigenti dell’impresa sono già numerosi gli investitori interessati e la Caar conta quanto prima di poter utilizzare i proventi dell’emissione del minibond.

I finanziamenti così raccolti, è stato infatti già annunciato, saranno utilizzati per aumentare il personale dell’azienda, quindi creare nuovi posti di lavoro, e per programmare strategie di internazionalizzazione. Proprio le finalità di cui avrebbero bisogno un po’ tutte le piccole aziende italiane, permettendo così a loro finalmente di tornare a crescere, e al Paese di riguadagnare speranze grazie alla creazione di maggiore occupazione. Un esperimento dunque questo dei minibond per piccole e medie imprese non quotate da monitorare con attenzione, perché potrebbe davvero risultare una delle chiavi di volta per risolvere l’annoso problema della ricerca di risorse finanziarie.

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