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L’Italia è al penultimo posto in fatto di conoscenze finanziarie

Uno studente su sette di 18 Paesi tra OCSE e partner ha partecipato a un test sulle competenze finanziare, per il programma PISA, Programme for International Student Assessment. Sono usciti a luglio i risultati finali di questo test svolto nel 2012.
 
I Paesi coinvolti in questa indagine sulle capacità di gestire problemi legati a questioni economiche e finanziare erano: Australia, Belgio, Shangai-Cina, Colombia, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Israele, Nuova Zelanda, Polonia, Russia, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti e Italia. In tutto hanno partecipato circa 29.000 studenti di 15 anni, rispondendo una serie di domande di difficoltà crescente sul tema finanziario.
 

A dirla tutta, non abbiamo fatto una grande figura.

Rispetto agli altri paesi la nostra alfabetizzazione finanziaria è decisamente minore a quella degli altri Paesi OCSE – siamo penultimi davanti alla Colombia. Uno studente su cinque non arriva a un livello “base”, ovvero a prendere decisioni su concetti legati alla finanza ma che fanno parte della vita del soggetto.

Questo potrebbe essere collegato a un altro dato venuto fuori dal test: il 44% degli studenti italiani ha un conto corrente, mentre la media OCSE è del 54%.

Il test PISA ha al suo interno una parte di lettura e matematica, che serve per fare un confronto tra alfabetizzazione finanziaria e quella generale. In quasi tutti i Paesi i risultati sono simili, mentre in Italia il livello delle risposte nelle altre due materie è decisamente più alto rispetto a quelle sulla finanza – una magra consolazione.

 
Analizzando i dati italiani, viene fuori il seguente quadro: la differenza di risultati tra i generi è minima, ma in favore dei maschi; c’è un gap tra nord e sud nelle risposte, con una differenza di 86 punti tra le regioni con i risultati migliori (Veneto e Friuli Venezia Giulia) e quelle con i risultati peggiori (Calabria); sembra avere più dimestichezza con la finanza chi ha già un conto e chi proviene da un background più agiato.
 
Come dichiara il Segretario Generale dell’OCSE Angel Gurria, “Sviluppare le proprie capacità e conoscenze in ambito finanziario è fondamentale ora che gli individui diventano responsabili a un’età sempre più giovane dei propri rischi finanziari che potrebbero avere conseguenze sul futuro.” Diventa chiaro quindi che lo scarso investimento dell’istruzione pubblica su questi temi non può continuare così.

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