01feb

Plutobox, dire addio ai nostri amici a 4 zampe; con un fiore.

È senza dubbio l’evento più tragico con cui deve fare i conti chiunque abbia in casa un animale domestico: la sua morte. Un’evenienza a cui ovviamente nessuno vuole pensare. Eppure prima o poi i nostri amici a quattro zampe, perché parliamo soprattutto di cani e gatti, ci lasciano e allora immaginare anche per loro una degna sepoltura diventa l’ultimo gesto di affetto da poter regalare ad animali che spesso sono diventati parte integrante della vita familiare. E proprio per venire incontro a questo tipo di esigenze nasce Plutobox, la prima bara ecologica in plastica pensata proprio per Fido e per Felix.

“L’idea è semplice” ci racconta Riccardo Gennaro, giovane imprenditore pugliese di 31 anni ideatore del progetto. “Si tratta di una cassa biodegradabile all’interno della quale viene collocato l’animale senza vita. In questo modo avviene la degradazione completa sia del corpo del cane o del gatto, che delle pareti della bara che diventano una sorta di compost naturale. A questo proposito inoltre, sempre all’interno della cassa, vengono collocati dei semi di fiori che, una volta avvenuta la decomposizione di animale e bara, cresceranno proprio sul luogo della sepoltura”. Un progetto tanto semplice quanto sofisticato, e che è diventato realtà grazie alle competenze tecniche di Riccardo sviluppate a margine di ricerche su materiali biodegradabili.

Ricerche tecnologiche a cui si sono ovviamente aggiunte quelle di mercato, che hanno fotografato un settore che vanta potenzialità di tutto rispetto. “Secondo un’indagine sul costo degli animali domestici condotta dall’associazione Adoc – sottolinea Riccardo – è stato rilevato che ad esempio a Roma per un cane si spendono in media 1.500 euro all’anno, mentre per mantenere un gatto la spesa annua è di circa 450 euro. Considerato inoltre che nella sola Capitale ci sono oltre 700mila tra cani e gatti, l’Adoc ha calcolato che il giro d’affari annuo complessivo sfiora la quota di 800 milioni di euro”. E questo solo a Roma. In tutta Italia parliamo dunque di un mercato dalle prospettive enormi, basta avere idee nuove ed efficaci.

“In precedenza – ci spiega Riccardo – sul fronte della sepoltura di animali domestici, si sono utilizzate ad esempio casse in cartone, che però non hanno avuto mai successo perché a molti padroni di cani e gatti lasciavano l’impressione tetra di una sorta di packaging in cui infilare il proprio animale. D’altro canto esistono le bare in legno, che però non solo costano tanto, ma prevedono anche il taglio di alberi, e quindi sono poco ecologiche”. In questo senso le casse Plutobox non solo costano una cifra intorno ai 50 euro, a fronte dei 200 che ci vogliono per l’equivalente in legno, ma per la loro realizzazione si prevede l’uso di materiali di risulta della lavorazione del mais, quindi, come detto, biodegradabili ed ecologicamente perfette.

riccardo_1

“Tra l’altro – aggiunge Riccardo – a testimonianza di quanto la questione sia sentita dai padroni di animali, è bene evidenziare che mediamente in Italia abbiamo almeno 2 cimiteri per animali in ogni Regione. Inoltre, in alcune città del Nord, come ad esempio Padova, l’amministrazione comunale prevede anche dei contributi per le spese di seppellimento di animali domestici a favore di famiglie con basso reddito”.

Dunque idea geniale per un mercato dalle grandi potenzialità. A Riccardo non restava che dare vita alla sua start-up. “Ho costituito a questo proposito una srl semplificata – ci fa sapere il giovane imprenditore pugliese, “cui ho dato proprio il nome di Plutobox. Ho scelto di versare un capitale sociale sostanzioso, anche perché metterci solo un euro, come la legge d’altronde consentirebbe, non permette di sostenere tutta una serie di spese iniziali che rischierebbero di mandare in rosso l’azienda ancora prima di cominciare ad operare”.

E Riccardo, a beneficio di chiunque voglia fondare la propria srl semplificata, elenca in modo molto preciso ad esempio i 168 euro che ci vogliono per l’imposta di registro, e questo ricordando sempre che le spese per il notaio sono invece gratuite. E ancora i 100 euro alla Camera di commercio per il rilascio del registro a cui si aggiungono, sempre presso lo stesso ente, i 200 euro per l’iscrizione e i 309 euro per la tassa di concessione.

“C’è poi il commercialista – dice ancora Riccardo – per il quale in un anno bisogna conteggiare almeno 1.000 euro. Senza contare le spese per l’apertura di un conto in banca e quelle per la Pec. Insomma, ho stimato che nel primo anno, se non registrerò entrate, cosa molto probabile, dovrò mettere in conto perdite per circa 2.300 euro, dovute proprio a questi costi iniziali che bisogna per forza sostenere per avviare l’impresa”. Problemi di natura finanziaria a cui Riccardo ne aggiunge un altro di carattere burocratico che volentieri portiamo all’attenzione delle banche. “Nel menù degli istituti di credito che ho visitato per chiedere l’apertura del conto – sottolinea Riccardo – non esiste ancora la voce specifica per le srl semplificate, con il risultato che una procedura per la quale ci vorrebbero un paio di ore, si prolunga anche per giorni a causa di una serie di complicazioni”. Ostacoli che però pare non abbiano fortunatamente bloccato i programmi di Riccardo: che è pronto dunque a commercializzare le sue Plutobox.

Leggi anche: