12mag

Pmi: al Nord è iniziata la ripresa. Meno imprese ma più innovative.

Sono 112mila, valgono un totale di 160 miliardi di euro e più del 10% del pil nazionale: sono le piccole e medie imprese del Centronord, secondo il primo Rapporto Pmi CentroNord curato da Confindustria e Cerved, presentato ieri nella sede dell’acceleratore H-Farm.

 

 

Le pmi “nordiche” sono state penalizzate dalla crisi ma ne sono uscite più innovative: secondo il rapporto infatti le imprese da 10 a 250 addetti, con un fatturato compreso tra 2 e 50 milioni, si sono ridotte di 8mila unità durante la grande crisi degli anni scorsi. Però ultimamente c’è stato il cambio di segno: sono 57mila le nuove società di capitali nate nel 2015 nel Centro-Nord, un nuovo massimo storico (+9,4% sul 2014). In gran parte si tratta però di società di piccolissime dimensioni, con meno di 5mila euro di capitale versato, dunque è logico parlare di “micro” imprese più che di piccole – e si pone il solito interrogativo: non saranno i soliti “autoimprenditori” o partite Iva messe su per sfuggire alla crisi industriale?

 

Chi ha resistito alla crisi, o chi è sorto dopo, è comunque più innovativo: le start-up innovative del Centro-Nord ufficialmente iscritte nello speciale registro sono oltre 4.000, ma altrettante, pur non essendo iscritte, hanno caratteristiche simili. Il Nord-Est e’ l’area dove il fenomeno e’ piu’ marcato, con il 2,6% delle nuove società che realizzano attivita’ innovative (il 3,7% in Trentino).

Leggi anche: