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Pmi: come e dove investono all’estero le aziende lombarde

In Lombardia le imprese internazionalizzano molto ma “leggero”; i mercati esteri preferiti sono Germania, Francia e Spagna mentre Russia, India e Iran sono i Paesi dove ambiscono ad espandersi nei prossimi anni. Questi i principali risultati emersi dall’Indagine “Strategia di Internazionalizzazione, commitment e performance delle Pmi lombarde” di Confindustria Lombardia, svolta con il contributo scientifico di SDA Bocconi su un campione di circa 1200 imprese.

 

Le aziende lombarde però preferiscono un’internazionalizzazione “leggera”, con ricorso limitato agli investimenti diretti all’estero (IDE) e ad altre forme di presenza stabile nei paesi stranieri. Il 13,4% delle piccole imprese ricorre a IDE contro il 61% di quelle con oltre 100 dipendenti. Fra le forme di presenza all’estero, le rappresentanze e le filali commerciali sono più diffuse della produzione all’estero (diretta o per mezzo di partner). Anche se le forme contrattuali – quali contratti, licenze o franchising – costituiscono in teoria il mezzo migliore per stabilirsi in paesi stranieri con impegni limitati di risorse, queste forme sono poco sfruttate, a indicazione che trovare partner appropriati può comunque essere costoso. In generale comunque le imprese lombarde presentano una redditività maggiore della media nazionale: il ROA (Return on Assets) del campione lombardo nel 2015 è stato del 5,3%, contro il 4% nazionale censito da Cerved nello stesso anno.

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