03nov

Pmi: il peso – enorme – della burocrazia

Le piccole e medie imprese italiane pagano ogni anno 30 miliardi di euro di costi burocratici inutili.

Lo dice una ricerca presentata oggi da Rete Imprese Italia. Secondo il sondaggio, la burocrazia inutile costa l’equivalente del 2% di pil nazionale, e costituisce un evidente freno al processo di sviluppo. Inoltre oltre il 25% di questi costi potrebbe essere eliminato attraverso procedure più semplici, che in quasi due casi su tre dovrebbero riguardare le materie del lavoro e del fisco.

 

Secondo la ricerca, ogni dipendente delle pmi deve poi dedicare circa un mese del suo lavoro a sbrigare le varie pratiche burocratiche. Sono infatti 70 le date che una pmi deve appuntare sul calendario, tante infatti sono le scadenze fiscali da ricordare ogni anno.

 

Semplificare questa foresta di scadenze potrebbe portare a una riduzione di 9 miliardi di costi burocratici, che a sua volta significherebbe farne guadagnare 16 al sistema economico. E’ il risultato delle simulazioni condotte dal Cer (Centro europa ricerche) per Rete Imprese Italia. I calcoli del Cer si basano su un periodo di quattro anni, accompagnato da un programma di eliminazione delle complicazioni legate agli adempimenti amministrativi.

 

Perché se il governo da una parte ha avviato un’opera di semplificazione, nella realtà percepita soprattutto dai “piccoli” le cose stanno in un altro modo: tra i “piccoli” non c’è la sensazione che gli adempimenti siano diminuiti, anzi: il 60% delle pmi percepisce un aumento delle giornate uomo dedicate ad adempimenti burocratici arrivato a toccare il 35% e in un incremento dei costi per le connesse consulenze esterne di quasi il 15%. Tutto questo in un momento in cui i fatturati sono scesi, dunque gli oneri sono ancora più pesanti.

 

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