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Pmi: tutti i numeri del tracollo

Per le piccole e medie imprese la crisi picchia duro. Un quinto di quelle che nel 2007, prima dell’esplosione della crisi, oggi sono fuori mercato, mentre l’uscita dal tunnerl non è prevista prima di un anno-un anno e mezzo.

Lo dice un’analisi del Cerved, società italiana specializzata nell’analisi del rischio del credito, che ha presentato il “Rapporto Pmi” qualche giorno fa durante il convegno “Osservitalia” a Milano. Secondo l’istituto Cerved, dal 2008 a oggi assistiamo a un vero tracollo dele piccole e medie imprese, che come si sa rappresentano il tessuto imprenditoriale fondamentale italiano. Dal 2008 sono fallite ben 13mila pmi; più di 5mila hanno avviato una procedura concorsuale non fallimentare, e 23mila sono state liquidate volontariamente. Quali sono le cause di questo tracollo?

 

Da una parte il calo della domanda generato dalla crisi stessa; ma a pesare è stato anche l’abbassamento della produttività e l’aumento del costo del lavoro. A contribuire a questo quadro disastroso anche la restrizione del credito, con le banche che hanno alzato l’asticella e concesso meno prestiti. Il risultato? I margini lordi delle pmi tra il 2007 e il 2013 si sono ridotti di 31 punti, il numero di quelle che ha chiuso i bilanci in perdita è ai massimi, e la redditività è crollata dal 13,9% al 5,6%. Quando si comincerà a vedere la luce? Non presto. Secondo il Cerved, anche nell’anno in corso le condizioni non sono buone, col pil che dovrebbe segnare un meno 0,3%, e una ripresa per i piccoli che non arriverà prima di metà 2015. Se tutto va bene.

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