01ago

Pony express a zero emissioni

01

 

Marco Actis e Davide Fuggetta appartengono a una generazione di lavoratori convinta che restare in attesa di una professione ‘confezionata’ non conviene, e che pensare e realizzare qualcosa di nuovo partendo da una semplice idea è la scelta migliore. La loro idea si chiama Pony  Zero Emissioni, ha sede a Torino e in poche parole si occupa di consegnare pacchi e pacchetti a mezzo bici. La loro offerta si rivolge principalmente a grandi compagnie assicurative, studi di avvocati e notai, editori, laboratori fotografici e di stampa, negozi e ristoranti riciclando il vecchio servizio del pony express con un mezzo di trasporto non nuovo, ma di certo fuori dal comune come la bicicletta. Tutto nasce un paio d’anni fa, quando i due rimangono senza lavoro e sono costretti ad inventarsi qualcosa. Quello della consegna in bici non è una novità assoluta, ma un esperimento già avviato in città italiane come Milano, Roma, Bari, Bologna, e che in quasi tutto il nord Europa è ormai la normalità. Veloce, economico ed ecologico sono le parole chiave del pony express in bicicletta.

 

Che cosa vi ha spinto ad aprire la vostra attività? Vi siete ispirati a qualcosa di simile già esistente?

Abbiamo deciso di aprire perché ci sembrava, come di fatto si è rivelata, un’attività che poteva unire l’efficienza della velocità della bicicletta e del servizio in un’ambiente urbano a qualcosa che fosse di comune utilità, puntando quindi su una attività ecologica che andasse incontro alle esigenze ambientali di questo periodo. Non appena ci è venuta l’idea, non abbiamo avuto dubbi sul fatto che fosse un’idea vincente.

 

Che tipi di servizi fate?

Ci occupiamo di spedizioni e recapiti con diversi tipi di servizio; posta certificata e raccomandata, tutto ciò che è pony express e quindi presa e consegna in giornata di pacchi e plichi oltre a una serie di servizi che stiamo sviluppando attraverso delle collaborazioni che prevedono il trasporto alimentare come frutta, verdura, carni formaggi e, proprio ultimamente, anche il gelato. Tutti i nostri servizi sono autorizzati con specifiche licenze ministeriali.

 

Cos’è successo in questi due anni di attività?

È successo un po’ di tutto. Abbiamo iniziato con partite iva individuali, poi siamo diventati una S.r.l. e da semplici fattorini siamo diventati una vera e propria azienda di corrieri. Abbiamo messo a punto un servizio postale che richiede una grande organizzazione, e abbiamo sviluppato un software in grado di dare notifiche in tempo reale di presa e consegna a chi ci dà in carico le proprie spedizioni.

 

Collaborate con qualcuno per la parte tecnica?

Collaboriamo con alcuni sponsor per le bici, gli elmetti e il materiale tecnico d’abbigliamento. Poi siamo sostenuti in ambito istituzionale, in particolare da parte del nostro assessore all’ambiente (e presidente di Smart City) Enzo Lavolta. In generale abbiamo riscontrato parecchio entusiasmo da parte delle persone che sono venute a conoscenza di questo nuovo servizio, e il crescente riscontro economico è andato di pari passo.

 

Vi sembra di essere riusciti a cambiare qualcosa per la città con la vostra attività?

È difficile esserne certi. Sicuramente contribuiamo quotidianamente alla diminuzione di CO2 nell’aria e non intasiamo strade e parcheggi, anche se da soli non si va da nessuna parte e per favorire l’utilizzo di mezzi non inquinanti è necessario uno sviluppo culturale forte, e non succede dall’oggi al domani. Devo dire che la crisi attuale, per vederne un’aspetto positivo, incentiva fantasia, riciclaggio e contenimento dei costi, che alla fine sono cose che spesso vanno di pari passo alla questione ambientale. Insomma, di necessità o di virtù in qualche modo non ci sono alternative a un cambiamento.

 

Di che tipo di consegne vi occupate più frequentemente? 

Lavoriamo più che altro con amministratori di condominio per quanto riguarda il servizio postale e con aziende e studi professionali come pony express; la maggior parte delle nostre spedizioni sono buste di documenti che devono muoversi a “grande velocità”.

 

Qual è la consegna più strana che avete fatto?

Un giorno mi sono ritrovato il pianale della mia bici cargo delle confezioni di gelato, una cassetta della spesa (in contenitori coibentati) e un ferro da stiro di ritorno dal servizio di assistenza. Nello zaino invece ero pieno di documenti. A quel punto ho capito che potevamo essere davvero utili a tutti!

 

Quali sono le vostre intenzioni per il futuro? Avete in programma di allargare l’attività?

Sì, abbiamo intenzione di creare un’associazione di corrieri d’Italia per unire le forze con i colleghi di altre città. A questo proposito stiamo lavorando a una collaborazione con ItaloTreno che ci permetterebbe di collegare tramite trasporto su rotaia le principali città italiane. A breve poi partirà la prima sperimentazione con gli amici UBM di Milano.

 

Leggi anche: