19feb

Precari: fine dei co.co.co e co.co.pro. In arrivo novità per le partite Iva

Co.co.pro e co.co.co addio. Domani scompariranno per sempre i contratti di lavoro a peogetto nella riforma del lavoro che il governo Renzi sta portando avanti. Si chiude così un’epoca – i due tipi di contratto parasubordinato erano entrati in vigore nel 2003 con la famosa legge Biagi – e si apre una nuova epoca. Non si sa ancora bene, per adesso, come verrà ridefinito il settore. Di sicuro si sa che si va verso il contratto a tutele crescenti, cavallo di battaglia del governo, e la tendenza più volte espressa è che a fronte di una decontribuzione da parte del datore di lavoro si spingerà per una progressiva stabilizzazione dei precari.

 

Ma domani arriveranno novità anche sul fronte delle partite Iva, come avevamo anticipato nei giorni scorsi.

Nel decreto Milleproroghe infatti è stato varato un emendamento che prevede il ritorno al 5% di aliquota del “vecchio” regime dei minimi. I professionisti possono ora scegliere se restare al vecchio trattamento o passare al nuovo, che prevede il 15% di aliquota. Ma la novità più rilevante è sulla quota previdenziale, e la famigerata gestione separata. Gli auemnti infatti che avevano fatto gridare allo scandalo vengoni congelati. Ma attenzione, congelati solo per poco: l’aliquota viene riconfermata al 27%, come prima degli ultimi aumenti. E però è uno stop solo temporaneo: dall’anno prossimo, infatti, l’aliquota ricomincerà a crescere fino al 28%, arrrivando al 29% nel 2017, con un risparmio per gli autonomi di soli 1,72 punti percentuali rispetto al top precedentemente fissato al 30,72%.

 

Domani però potrebbero arrivare anche altre novità: secondo quanto risulta a L’Arancia, dovrebbe essere varato un piano che equipara i lavoratori autonomi con mono-committente ai lavoratori dipendenti. Di fatto, ciò farebbe scomparire la nicchia delle finte partite-iva, cioè i lavoratori che sono costretti ad aprire la partita Iva, configurando così un lavoro subordinato camuffato da consulenza esterna.

 

Un’altra novità importante che dovrebbe arrivare a fine mese è una norma che prevede l’obbligo di tempistica certa per i pagamenti da parte dei datori di lavoro: con una fascia protetta di partite Iva, fissata entro itrentamila euro, entro la quale il committente sarà costretto a pagare le fatture entro un mese, termine fissato a termini di legge. Questo risolverebbe uno dei problemi più pesanti per chi opera in questo regime, ovvero i ritardi sempre più lunghi nei pagamenti delle fatture. Insomma, novità importanti che potrebbero notevolmente migliorare le condizioni dei lavoratori (sempre di più), che operano in regime di partita Iva. Staremo a vedere.

 

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