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Prestito partecipativo, se la banca scommette su di te

Stai pensando di metterti in proprio e non sai come fare per finanziarti? Oggi c’è una nuova forma di credito specifica per la piccola e media azienda: si chiama prestito partecipativo.

I prestiti partecipativi sono un finanziamento a medio – lungo termine che, come indica il termine stesso, prevede una “partecipazione” del finanziatore nell’impresa e non un mero finanziamento. In poche parole, la banca non si limita a versare il prestito ma partecipa anche al rischio dell’impresa, entrando come “azionista” nel capitale sociale. Ecco perché si tratta di un tipo di finanziamento specifico per le imprese e non per le famiglie. Vediamo meglio come funziona: la banca versa il denaro; l’impresa beneficia dell’iniezione di liquidità, mentre i soci provvedono ad aumentare il capitale sociale per favorire l’ingresso del nuovo socio (l’istituto finanziatore); il pagamento della quota interessi sul debito è parzialmente legato ai risultati economici della società finanziata. Gli interessi in questa tipologia di finanziamento hanno infatti una componente minima garantita, calcolata ad un tasso di interesse base concordato (ad esempio l’Euribor), e una componente variabile vincolata alle performance dell’impresa (ad esempio l’utile maturato). Questa seconda componente è differente da caso a caso e strettamente connessa all’accordo tra società e istituto finanziatore: non esiste una regola applicabile. Il rimborso, cioè il pagamento della quota capitale sul debito, è invece ad intero carico dell’azienda che versa delle rate periodiche di rimborso in “conto futuro aumento di capitale sociale” come ammortamento del finanziamento partecipativo.

Le garanzie non sono mai di tipo reale sul patrimonio della società. Al di là delle garanzie personali prestate dai soci dell’azienda finanziata in forma individuale o collettiva (spesso una fidejussione), possono essere previsti dei covenants, cioè clausole contrattuali di comportamento per l’azienda, quali la non distribuzione degli utili. La vera garanzia è rappresentata dalla capacità di rimborso dell’azienda sulla base delle sue performance.

I prestiti partecipativi sono concessi da Istituti di credito, da Finanziarie e da Banche di credito mobiliare, hanno durate medio-lunghe, comprese tra 5 e 10 anni,

con un piano di ammortamento che prevede il rimborso delle quote capitale su base trimestrale o semestrale (la quota interessi è legata alle performance). Questi strumenti offrono un significativo vantaggio per società in fase di start-up o sviluppo: dato il loro costo progressivo consentono di ottenere risorse finanziarie anche consistenti per lo sviluppo aziendale senza appesantire la struttura finanziaria, cioè senza immobilizzare i risultati operativi al servizio del debito. E sono una forma di prestito particolarmente interessante per chi vuole aprire un’impresa poiché la valutazione dell’istituto erogatore dipende esclusivamente dalla bontà dei piani di sviluppo. Naturale poiché buona parte del guadagno dell’investitore è rappresentata proprio dagli incrementi della redditività aziendale.

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