26giu

Q-Cumber, il Facebook dell’ambiente made in Italy

 

Quante discariche ci sono vicino alla nostra casa? Qual è veramente la qualità dell’aria che respiriamo? E siamo sicuri che nei giardinetti dove giocano i nostri figli non ci siano scorie di amianto?

 

Mettete insieme Facebook, Google Maps e un Tripadvisor del territorio. Otterrete Q-Cumber, il sito internet che mappa il territorio italiano in funzione della sicurezza della nostra casa e del posto in cui abitiamo, in cui ognuno di noi può segnalare problemi e segnali di allarme (polveri nell’atmosfera, livelli di inquinamento, fiumi che versano in cattiva salute).

 

Q-Cumber è un “geo gocial forum” per la sostenibilitàdei territori, ed è stato selezionato come uno dei 100 migliori progetti al mondo da parte di Google, Intel e Cisco in occasione delle Olimpiadi delle Start Up di Londra 2012.

E’ l’invenzione di un ingegnere nucleare, Giuseppe Magro, 42 anni, con la passione per i sistemi – e per l’ambiente, che nel febbraio del 2012 ha lanciato sul web sperimentandolo prima nel piccolo comune di Montichiari, in provincia di Brescia, poi estendendolo all’intera regione Lombardia (ormai vi sono caricati oltre 15 milioni di dati) mentre altre regioni lo stanno cominciando a conoscere e utilizzare.

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Q-Cumber” dice Giuseppe Magro a L’Arancia, è “uno strumento gratuito che consente a chiunque di conoscere gli impatti ambientali del luogo in cui vive, ed è dotato di un geo-database contenente migliaia di dati relativi ad impianti ed infrastrutture del territorio nazionale e di una serie di applicativi per coinvolgere attivamente i cittadini nelle attività di controllo ambientale del territorio”. I cittadini possono segnalare problemi e disagi ambientali mediante l’inserimento di post contraddistinti dal colore rosso e segnalare luoghi e situazioni da tutelare mediante post verdi. C’è poi un database delle “puzze” per segnalare eventuali allarmi di fuoriuscite di inquinanti.

 

“Il sistema, grazie alle migliaia di dati inseriti, si occupa poi di evitare inutili allarmismi e di calcolare la veridicità delle segnalazioni degli utenti. Chi vuole fare una segnalazione clicca sulla mappa, posta un commento e una foto pubblica. Chi non è d’accordo può replicare” dice Magro.

Una sorta di democrazia diretta del territorio, una grande bacheca Facebook dell’ambiente che permette di dialogare con le istituzioni locali.

Un Tripadvisor del territorio, appunto. “Mettiamo che io abbia un albergo; se mettessi in Rete le foto di tutte le mie camere, a un certo punto avrei il pienone nelle camere belle e nessun cliente per quelle messe peggio. Se fossi l’albergatore, dovrei allora provvedere a sistemare anche quelle meno a posto”. “Questo è lo spirito di Q-Cumber” continua Magro, “che punta a sensibilizzare le istituzioni in un dialogo diretto con le comunità”. Magro è anche presidente per l’Italia della Iaia, International Association for Impact Assessment, organizzazione internazionale per la sostenibilità ambientale, e spiega che “è un sistema che aumenta notevolmente la consapevolezza e la trasparenza del dialogo tra cittadini e decisori pubblici, perché una volta che i pericoli del territorio sono stati segnalati, nessuno può far finta di non vedere”.

 

Con una simile mappatura partecipata del territorio, conclude l’ideatore di Q-Cumber, anche il processo decisionale politico viene rafforzato. “Si evita per esempio di aumentare la litigiosità, pensiamo per esempio ai classici ricorsi al Tar. Col nostro strumento invece le amministrazioni ci penseranno due volte prima di consentire, che so, un impianto di trattamento rifiuti inadeguato, o opere pubbliche che generano rischi per i cittadini” dice sempre l’ingegnere.

 

Q-Cumber ha già registrato l’attenzione di colossi come Apple, Google e Cysco Systems, e manifestazioni di interesse sono arrivate perfino dall’Amministrazione americana. Restando con i piedi per terra, il “geo social network” di Magro sta per lanciare nuove applicazioni che lo renderanno ancora più efficace. A livello societario, Q-Cumber è in procinto di registrarsi come start-up innovativa.

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