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Quando la start-up è ristorazione, Rysto

Rysto è una piattaforma social che opera nel campo della ristorazione mettendo in comunicazione domande e offerte di lavoro.

Non una semplice ‘bacheca offro-cerco’, ma un vero e proprio portale caratterizzato dalla presenza di un supporto formativo per persone in cerca di lavoro. Alla base del progetto ci sono due ragazzi, non ancora trentenni, Jacopo Chirici (CEO), fiorentino, e Massimo Fabrizio (CTO), romano.

 

Jacopo e Massimo si sono conosciuti a San Francisco, in occasione della Mind the bridge Startup School. La loro idea è semplice: fare quello che altri non hanno mai fatto in un settore specifico come quello della ristorazione. Tutto qui? Non proprio. A un anno di distanza, Rysto ha guadagnato consensi e si è imposta sul mercato. Un mese fa la società ha completato il primo giro di finanziamenti annunciando una partnership con Docebo, la piattaforma di E-learning che viene utilizzata da più di 12.000 aziende internazionali. Massimo ci ha raccontato cosa sta succedendo.

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Di cosa si occupa Rysto?

Rysto è una piattaforma social che semplifica e velocizza le operazioni di recruiting e training nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità. I nostri servizi principali sono dedicati alla ricerca di lavoro e alla formazione. Non tutti sanno che per operare in Italia nel settore della ristorazione bisogna aver frequentato alcuni corsi come l’HACCP. Dal prossimo settembre, grazie alla partnership con Docebo forniremo anche questo servizio.

 

Come vi è venuta l’idea di Rysto?

Il progetto è nato a Marzo 2012. Io e Jacopo stavamo partecipando alla Mind the bridge Startup School di San Francisco. Entrambi avevamo lavorato nel campo della ristorazione, io avevo lavorato saltuariamente come cameriere e lui aveva gestito un ristorante in Svezia. Era un po’ che pensavo; lavorando mi ero reso conto che nel campo della ristorazione i potenziali dipendenti continuavano a cercare lavoro consegnando  CV a mano. In un campo dinamico come quello della ristorazione mi sembrava impensabile che nessuno avesse provato a informatizzare l’intero processo.

 

Una volta tornati in Italia è stato difficile trasformare l’idea in realtà? 

Be’ ci siamo messi subito a lavorare e non abbiamo perso tempo. Abbiamo dedicato un primo momento alla pianificazione del progetto, dopo di che è partita la fase di realizzazione, ed entro agosto eravamo pronti con la versione beta.

 

Avete trovato dei finanziatori o ce l’avete fatta da soli?

Inizialmente abbiamo unito le nostre capacità, io di Web developer e Jacopo di Projetc manager e abbiamo fatto uno sforzo economico per affrontare le piccole spese, ma dopo circa sei mesi siamo entrati in contatto con alcuni potenziali investitori. A luglio di quest’anno siamo arrivati a chiudere un investimento di 1 milione di dollari con un venture capital italiano.

 

Che difficoltà avete incontrato?

Se dovessi trovarne una punterei il dito contro la legislazione italiana, spesso difficile da interpretare. Il problema principale è che se si prova a chiedere aiuto agli organi istituzionali non si ottengono risposte chiare.

 

Mi hai parlato della Mind the Bridge Startup School, è stata un’esperienza importante?

Essere stato selezionato per partecipare alla MTB S.S. è stato emozionante. Per tre settimane siamo stati in Silicon Valley e abbiamo visto tantissime realtà, dalle più consolidate come Google, Apple e Facebook alle nuove start-up che ogni giorno nascono in California. Ero partito con l’idea di capire da dove iniziare per realizzare questa piattaforma. Ho capito subito che il punto di forza di ogni idea è avere il team giusto. Li è nata la collaborazione con Jacopo che oggi è il nostro CEO. Consiglierei a tutti quelli che sognano di lanciare una start-up di andare a San Francisco per trovare la carica positiva per intraprendere una nuova avventura imprenditoriale. La cosa difficile è tornare!

 

Qual è il vostro business model?

Attualmente il servizio è completamente gratuito. In futuro alcuni servizi dedicati ai datori di lavoro diventeranno a pagamento.

 

Qual è la differenza tra Rysto e altre realtà concorrenti?

Alcuni dei nostri competitor hanno le bacheche annunci più+ importanti, ma la nostra forza è quella di essere verticali e fornire un prodotto completo al servizio del mondo dell’ospitalità.

 

In Italia esiste una sorta di ‘spazio di manovra’ per questo tipo di iniziative? Innovare, creare, fare nuovi modelli di impresa, è possibile?

Non so se noi siamo stati particolarmente fortunati o se la semplicità del nostro servizio sia stata la chiave per trasmettere la nostra mission a utenti e investitori, ma in Italia abbiamo avuto attenzioni da tutte le parti, investitori, media ecc. D’altra parte siamo consapevoli che la situazione italiana non è delle più semplici…

 

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere una strada simile alla vostra?

Il nostro consiglio è quello di non sottovalutare la fase di progettazione ma di lanciare il prima possibile il prodotto anche con una semplice beta in modo da valutare la risposta del mercato.

 

Progetti per il futuro?

Per il futuro stiamo pianificando un piano di espansione internazionale e l’implementazione di nuovi servizi.

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