22mar

Quriio.us, la start up che ti porta a casa il negozio all’angolo

Suona come una vera e propria rivalutazione della bottega sotto casa e dell’alimentari all’angolo, di fronte all’avanzata dirompente dei grandi centri commerciali, il nuovo portale ideato da alcuni giovani imprenditori sardi. Si chiamerà quriio.us, e deve il suo nome proprio alla curiosità con cui spesso molti consumatori cercano determinati prodotti nei piccoli negozi, piuttosto che nelle grandi catene commerciali. “L’idea – ci racconta Alessandro Carboni, uno dei fondatori del sito – ci è venuta constatando la difficoltà che si incontra, in particolare nelle grandi città, nel reperire informazioni sui  negozi che si trovano sotto casa: mi riferisco ad esempio a orari di apertura, numeri di telefono, prodotti in vendita e relativi prezzi. Per non parlare di quando si ha in mente l’acquisto di un bene, e non si sa se ad esempio c’è un negozietto in zona dove poterlo acquistare”.

Esigenze queste dei consumatori, che vanno di pari passo con quelle di molti piccoli esercenti di stare online con un proprio sito. “Una necessità – spiega Alessandro – a cui però molti negozianti non riescono a far fronte a causa di difficoltà tecniche, o di costi eccessivi o di tempi per la gestione delle informazioni da inserire sul web che spesso sono troppo ristretti”. Di qui dunque l’idea di un portale, quriios.us appunto, che potesse rispondere contemporaneamente ad entrambi bisogni, quelli chi vuole comprare e quelli di chi invece vuole vendere sfruttando l’e-commerce. “Attualmente – precisa Alessandro – il sito è in una fase detta di Beta privato. Ossia il portale esiste, è funzionante ma non è ancora accessibile al grande pubblico. Il suo utilizzo è consentito solo ad un centinaio di utenti privati a cui abbiamo presentato il progetto e che si sono detti interessati. Si tratta di consumatori privati. Per quanto riguarda invece i negozi, stiamo iniziando la fase di coinvolgimento degli esercenti, con una attività di sensibilizzazione fatta porta a porta”.

Il progetto ha preso le mosse da Cagliari, ma ora sta concentrando la propria attenzione su Milano. Il programma prevede inoltre che in pochi mesi siano coperte anche altre quattro grandi città, e cioè Roma, Firenze, Torino e Venezia. “Dalla nostra parte – fa notare Alessandro – avremo il fatto che ai negozianti non garantiremo solo una efficace presenza online, con tutta l’assistenza di carattere tecnologico che questo presuppone. Offriremo loro infatti altri due servizi che gli renderanno la vita molto più facile: la gestione dei pagamenti online, i cui costi spesso per molte piccole realtà rappresentano un ostacolo insormontabile. E poi anche l’assistenza logistica per il monitoraggio della consegna della merce. Manterremo cioè i contatti tra il negoziante che ha venduto un prodotto e il vettore che dovrà effettuare la consegna a domicilio”.

Un’offerta integrata che rappresenta dunque un’occasione unica a disposizione delle piccole botteghe di città, per allargare il proprio bacino di utenza attraverso l’e-commerce, e dei consumatori, per ritrovare con facilità particolari prodotti a cui sono affezionati e che non riescono a ritrovare nei grandi centri commerciali. Per quriio.us invece si tratta di un’opportunità di business che poggerà le basi sulla disponibilità degli esercenti. “A livello di revenue infatti – ci dice ancora Alessandro – saranno i negozianti a pagare un’iscrizione mensile alla piattaforma, dopo un periodo gratuito di tre mesi. Inoltre su ogni transazione andata a buon fine noi tratterremo un 5% che sarà sempre a carico di chi vende”. Premesse dunque più che allettanti, che hanno spinto Alessandro e i suoi cinque soci a prendere in seria considerazione fin d’ora l’idea di creare una società per supportare questa attività.

“Al momento agiamo ancora come ditta individuale – sottolinea il giovane imprenditore sardo – ma stiamo valutando l’ipotesi di aprire una srl. In questo senso abbiamo preso in considerazione anche la formula semplificata, ma ci siamo resi conti che tolti alcuni risparmi iniziali, poi i costi di gestione sono abbastanza simili a quelli dell’ordinaria, quindi forse alla fine opteremo per quest’ultima variante”. Per quanto riguarda infine i finanziamenti, un ruolo determinante lo giocherà la fase di rodaggio che a breve dovrà superare la nuova piattaforma online. “Per il momento facciamo affidamento su un finanziamento a fondo perduto della Regione Sardegna di 50mila euro e su risorse personali. Poi – conclude Alessandro – se il sito comincerà ad ingranare, di certo cominceremo a cercare altri investitori privati”.

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