06ago

Reati aziendali, Confindustria vi dice come evitarli

Confindustria ha introdotto una serie di nuove linee guida per la costruzione dei modelli organizzativi per le imprese, qualcosa che ha a che fare con i regolamenti ma anche (e soprattutto) con i reati. Sembra una palla, ma non lo è, anzi, se decidete di darci un occhio, vi accorgerete che l’iniziativa è persino parecchio utile.

 

I modelli organizzativi prevengono (o meglio, vorrebbero prevenire) i reati societari, che è sempre una cosa buona, ma soprattutto si rivolgono alle imprese, tutte, grandi, Pmi, start-up, che grazie ad essi possono garantirsi l’esclusione della responsabilità amministrativa derivante da reato.

 

Detto in altri termini, solo adottando efficacemente questi modelli l’imprenditore può essere tranquillo che non dovrà mai pagare nessuna multa o affrontare la sospensione della sua attività.

 

Approvate lo scorso 21 luglio dal Ministero della Giustizia (come previsto dal D. Lgs. n. 231/2001 articolo n. 6, comma 3), queste linee guida vanno ad aggiornare il precedente testo del 2008 alle novità legislative, giurisprudenziali e della prassi. L’obiettivo è di aiutare le imprese a prevenire possibili casi di responsabilità penale, nonché le relative sanzioni pecuniarie (che vanno da un minimo di 25.800 euro ad un massimo di 1.550.000 euro) e interdittive (di durata compresa tra i 2 mesi e i 2 anni), fornendo indicazioni operative e casi di studio concreti.

 

In pratica, per semplificare un po’ il concetto, queste linee guida forniscono indicazioni su come predisporre un modello organizzativo idoneo, adeguato e all’altezza, qualcosa che la singola azienda non sarebbe in grado di fare (almeno non da sola). Modelli che poi verranno adattati alle caratteristiche specifiche della singola impresa. Mercati, obiettivi e settori diversi, con diversi bisogni: economico, complessità organizzativa, area geografica e così via.

 

Gli aggiornamenti riguarderanno in particolare la possibilità di affidare al collegio sindacale le funzioni di organismo di vigilanza e l’introduzione di alcuni reati, qui di fila, una lista: 1) informatici, 2) sulla sicurezza sul lavoro, 3) reati ambientali, 4) di occupazione di lavoratori stranieri irregolari, e 5) di corruzione tra privati.
Volete stare tranquilli (e al riparo da ripercussioni)? Bene, date un occhio a questo.

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