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Risparmiare su luce, acqua e gas: in Calabria sanno già come si fa

Alzi la mano chi di voi in periodo di crisi non ha avuto problemi con le bollette di luce, acqua e gas? E alzi ancora la mano chi non sarebbe disposto anche a pagare qualcosa pur di trovare il modo per risparmiare in maniera sensibile proprio sulla bolletta energetica familiare? Vi farà allora forse piacere sapere che qualcuno ci ha già pensato e potrebbe avere a disposizione la soluzione a tutti i vostri problemi, almeno quelli legati alle bollette. E quanto promette un progetto di start up denominato Irc, Intelligent remote controller, messo in piedi da un docente dell’Università della Calabria, l’ingegner Floriano De Rango. “L’idea – ci racconta il trentaseienne giovane imprenditore di Cosenza – è nata tre anni fa, quando assegnai ad alcuni studenti dei progetti di tesi riguardanti l’automazione e la domotica, la scienza che si occupa appunto di ottimizzare la qualità della vita all’interno della casa”. Una scelta che diede ottimi risultati, perché dopo miglioramenti successivi, portò all’elaborazione di un software che promette risultati davvero strabilianti. “L’obiettivo – spiega De Rango – è quello di dare vita ad un sistema informatizzato che permette innanzitutto di tenere sotto controllo i costi delle bollette, di evidenziare eventuali errori della società di distribuzione legati a conguagli sbagliati e soprattutto, di studiare e imparare dalle abitudini dell’utente che ne fa uso”.

In questo modo infatti il software così elaborato, non solo permette di evitare possibili sprechi, una questione questa che si inserisce a pieno titolo nel discorso più generale del risparmio energetico, ma consente anche di controllare a distanza, tramite smartphone, i-pad o computer, e in ogni momento, ciò che avviene nella nostra casa, oppure in aziende, negozi o uffici.

“In questo modo – dice De Rango – non solo riusciamo ad evitare ad esempio che restino in funzione degli elettrodomestici oppure che l’aria condizionata viaggi a ritmi incontrollati, ma possiamo anche far decidere al sistema come utilizzare al meglio determinate risorse, sulla base anche delle nostre abitudini. Esempio classico è quello delle lampadine a intensità modulabile: se il sistema è in grado di rapportarsi alla quantità di luce esterna, potrà decidere il livello di luminosità ideale delle lampadine, e se queste poi sono già a basso consumo, avremo in pratica un doppio risparmio energetico”.

 

iRC_locandina

 

Non sarà dunque la panacea di tutti i mali, ma considerando che il software in questione può essere utilizzato per tenere sotto controllo le spese di acqua, luce e gas, si capisce bene che un suo impiego razionalizzato potrebbe portare a sensibili risparmi sulle bollette di famiglie e aziende. “Attualmente noi ci mettiamo il software – sottolinea De Rango – che si interfaccia con strutture hardware di aziende che non erano in grado di elaborare sistemi di controllo così sofisticati come il nostro Irc”. Parte dunque da Cosenza questa piccola rivoluzione energetica, grazie anche all’apporto di Domenico Falbo, Peppino Fazio e Andrea Vaccaro, che per vedere la luce del sole da un punto di vista commerciale e imprenditoriale sta però compiendo degli sforzi incredibili. “La nuova azienda – racconta De Rango – prende le mosse da una società da me fondata in precedenza e che si chiama, visto che esiste ancora, Spintel. Quest’ultima nasceva con l’idea di occuparsi di telecomunicazioni e automazione. E’ al suo interno che nasce il progetto di Irc, che rappresenta dunque uno sviluppo compiuto di alcuni dei progetti che sono allo studio all’interno di Spintel”.

Irc 2

Il salto di qualità, almeno teorico e più in là si capirà il perché, avviene nel 2010, quando Spintel vince una selezione presso il Ministero dello sviluppo, come una delle migliori start up tecnologiche.

“Ci viene assegnato un finanziamento di circa un milione di euro – spiega De Rango – il 40% del quale a fondo perduto, il 10% di fondi propri e il 50% sottoforma di finanziamento di banche a tasso agevolato”. Insomma, i soldi che dovrebbero permettere a Spintel e dunque a Irc di fare il salto di qualità. E invece, purtroppo, ritardi burocratici fanno sì che a oggi il sostegno dello Stato ancora non sia ancora giunto.

“Il progetto però ci è sembrato così importante e così innovativo – afferma De Rango – che abbiamo deciso comunque di iniziare, seppur a velocità ridotta. Nell’affare ho investito miei risparmi, supportato anche da alcuni fondi universitari, e al momento sono stati spesi già circa 150mila euro. E il ritorno, per il momento, è stato confortante, perché le nostre idee piacciono a molti investitori. E’ anche vero però che nel settore dell’innovazione tecnologica, c’è un grado di obsolescenza molto alto, e le idee diventano vecchie nel giro di 6 mesi-un anno. Sarebbe dunque auspicabile per il futuro che il supporto dello Stato, che pure è fondamentale, arrivasse con tempi più rapidi”.

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Il rischio, e questo lo aggiungiamo noi, è che altrimenti idee brillanti e innovative restino irrealizzate, creando non solo frustrazioni in giovani e promettenti imprenditori, ma anche danni economici, che in zone già di per sé svantaggiate come la Calabria, risultano ancora più intollerabili.

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