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Rural HUB, un’idea di terra, agricoltura e social

Permacoltura, biodiversità, architettura rurale e rural social innovation. Think globally, act locally, ecco la sintesi in chiave cilentana della glocalizzazione di Rural HUB, un’iniziativa di ricercatori, attivisti, studiosi e manager interessati nei nuovi modelli di sviluppo economico per trovare soluzioni ai bisogni sociali e di mercato nel mondo delle nuove imprese rurali.

 

Rural Hub nasce come un collettivo di ricerca per favorire il collegamento tra nuove realtà innovative, investitori e associazioni di categoria, un incubatore d’impresa capace di offrire servizi per innescare un rinnovamento imprenditoriale, tecnologico e sostenibile anche nel settore agroalimentare.

 

Un luogo fisico e virtuale che mette in connessione e consente lo scambio e la condivisione tra persone, idee e innovazione sociale applicata alla ruralità.

 

In una mano la zappa, nell’altra un dispositivo mobile, ecco l’idea di Rural HUB e del suo #Campdigrano, una settimana dal 13 al 20 luglio, a base di alfabetizzazione rurale e innovazione sociale. Tutto a Caselle in Pittari, un paesino di quasi 2000 anime all’interno del Parco Nazionale del Cilento. Venticinque i ragazzi partecipanti, selezionati attraverso un contest on line – le iscrizioni si chiudono oggi.

 

L’intento è semplice: parlare – e soprattutto praticare – di agricoltura con un approccio partecipativo e ragionato, con l’ambizione di redigere per la prima volta, insieme ai partecipanti, una Magna Carta della Ruralità Contemporanea.

 

“Le persone vengono selezionate in base alle loro motivazioni e il gruppo è perciò molto variegato – ha spiegato Antonio Torre, giovane informatico e presidente della Pro Loco di Caselle in Pittari. C’è chi viene dalla città e ha voglia di recuperare il contatto con la terra, chi da esperienze agricole o da start-up.

 

“Per tutti non è soltanto importante l’aspetto del rapporto con la terra ma anche la dimensione di innovazione sociale in agricoltura e di come questa può diventare motore di sviluppo del territorio.”

 

Il programma prevede una serie di attività manuali, come la mietitura, autocostruzione di edifici in paglia, la panificazione, la preparazione dell’aia, un confronto “orizzontale” sugli apporti tecnologici e innovativi, e la stesura di un report giornaliero.

 

Una ruralità contemporanea nei territori interni e isolati, con un approccio progressista che si serve tanto degli avanzamenti tecnologici ecocompatibili ed ecosostenibili in agricoltura, tanto della rete e delle tecnologie web per comunicare. Una rete insomma che sia su più fronti, web e reale, senza che uno escluda l’altro.

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