23set

Scooterino: parte la app che cambierà il traffico a Roma (forse)

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Da ieri è attiva a Roma la app per Android di Scooterinola prima community italiana per condividere passaggi in moto.

 

Dopo una fase di test adesso è possibile cominciare a cercare passaggi o a offrirli sul proprio scooter. “A Roma ci sono cinquecentomila scooter, e quasi sempre viaggiano senza passeggero, solo con il pilota. E i trasporti sono un incubo” dice a l’Arancia Oliver Page, fondatore di questa start-up romana. “Ci hanno già soprannominati la Uber su due ruote” dice Oliver, ventidue anni, italo americano. “In realtà la nostra idea, e il nostro modello di business, sono molto più vicini a quello di Bla Bla Car, il sistema per condividere passaggi in auto. Noi mettiamo in collegamento scooteristi che viaggiano da soli con persone che devono fare lo stesso percorso, magari per andare in ufficio, e cercano un passaggio. Ci si iscrive alla nostra community, e un algoritmo mette in relazione il tragitto più comodo tra chi cerca e chi offre un passaggio”.

 

“L’idea mi è venuta considerando che Roma è una delle più belle città del mondo, ma i trasporti sono difficilissimi. I mezzi pubblici come si sa non passano, e si perde un’infinità di tempo a cercare posteggio con le macchine” dice sempre Oliver. “La gente sta capendo che stiamo risolvendo un problema vero. Come dicono in California, ci sono invenzioni che sono ‘pain reliever’, cioè che attutiscono il dolore, e ‘pain killer’ cioè che il problema lo risolvono. Scooterino nasce nei locali di coworking di Luiss Enlabs, l’incubatore di start-up dell’università romana, “un posto che è davvero il cuore dell’innovazione a Roma, dove mi sento veramente a casa”. “Abbiamo avuto un finanziamento da cinquantamila euro da parte dell’Esa, l’agenzia spaziale europea, e poi grazie al Bic del lazio” continua Oliver. “E l’avventura sta andando bene. Abbiamo avuto richieste anche da altre città come Milano, Bologna e Torino, ma preferiamo prima rodare il servizio su Roma”. “Nella vita, come in strada, è più bello viaggiare insieme a qualcuno” conclude Oliver.

 

 

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