02mar

Silicon Valley: i videogiochi italiani protagonisti al GDC17

San Francisco. Trovare una realtà italiana in grado di fare da protagonista a livello internazionale, non è facile. Ma l’industria dei videogiochi italiana è in bella mostra a San Francisco alla Game Developers Conference (GDC17), il più importante appuntamento globale del settore.

 

Nello stand bianco rosso e verde sotto le insegne dell’Ice-Italian Trade Agency, e vicino agli stand di Facebook, Nvidia e Amazon, insomma ai colossi americani, spiccano alcune selezionate realtà italiane: 11 studi di sviluppo italiani: 34BigThings, Bad Seed, Digital Tales, Forge Reply, Just Funny Games, Milestone, Neko8Games, Proxy42, Unreal Vision, Untold Games e XPLORED. Si va dai piccoli “34BigThings”, guidati dal bresciano Enrico Franchi, che realizzano “revival di giochi di corsa antigravità”, come spiega a l’Arancia, a XPlored, un sistema veramente futuristico che esplora la realtà 3D tramite un mouse-boule à neige che simula le condizioni metereologiche (se copri la sfera, nel gioco diventa notte, se la riscaldi diventa estate). Fino ai “colossi” di Milestone, la più importante realtà italiana dei videogiochi, con 180 dipendenti.

 

Il settore è forse quello con più alta internazionalizzazione in Italia.

Il 93% degli sviluppatori italiani esporta in Europa, l’83% in Nord America, il 64% in Asia e il 58% in Sud America. Ad oggi siamo il quarto paese europeo per volume di vendite dopo Gran Bretagna, Germania e Francia e superiamo di gran lunga paesi emergenti quali Russia, Polonia e Medio Oriente.

 

In Italia ci sono oltre 120 studi di sviluppo distribuiti su tutto il territorio nazionale, la maggior parte dei quali si sono costituiti negli ultimi 3 anni. Essi sono concentrati soprattutto nel Nord Italia, che ne ospita circa due terzi (61%) di cui la maggioranza in Lombardia, seguito dal Centro Italia (22%) e dal Sud Italia e dalle isole (16%). A livello provinciale la provincia di Milano è in testa, con più del 22% di studi di sviluppo, seguita dalla provincia di Roma (12%).

 

“Il sessanta per cento degli studi sono start-up innovative” dice a l’Arancia Talitha Malagò, segretario generale di AESVI, l’Associazione di categoria che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, è riunita sotto il brand Games in Italy. “La tipica realtà del settore è una start-up con 5-10 dipendenti”. Una spinta al settore arriverà poi quando entrerà effettivamente in vigore il tax credit e altre misure varate a fine 2016, che esattamente come col cinema permetteranno alle aziende di investire ancora di più in questo settore molto promettente, oltre a prevedere l’accesso a un fondo con una dotazione minima di 400 milioni di euro”, conclude Malagò.

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