17mar

Slowfunding, la start-up che non vende sogni, ma solide realtà.

Quanti castelli, palazzi, masserie disabitate e in stato di abbandono ci sono oggi in Italia? E quanti sognano al contrario di andare ad abitarvi, ma non possono per ovvi motivi economici? Slowfunding nasce per mettere insieme questa offerta e questa domanda.

 

Slowfunding è una start-up nata dall’idea di tre architetti lucani, Lia Brisacani, Innocenzo Langerano e Domenico Dimichino, e offre la possibilità a proprietari di immobili di valorizzare i loro beni e sottoporli all’attenzione di co-investitori interessati a partecipare ad un progetto immobiliare.

 

 

La piattaforma nasce dal bisogno di salvaguardare e dar nuova vita ad un patrimonio di potenziale valore che oggi versa in stato di abbandono, attraverso l’unione di capitali provenienti da investitori che insieme possono acquistarlo e recuperarlo.

 

 

Per i proprietari c’è la possibilità di vendere il proprio immobile e non vederlo crollare. Per chi sogna di abitare in una residenza storica o anche solo antica, la possibilità di comprare o affittare in una sorta di multiproprietà che valorizza il territorio e la storia italiana.

 

Slowfunding è uno dei 40 talenti (su 1300 candidati) vincitore dell’edizione 2014 di “Working Capital Accelerator”, iniziativa di Telecom Italia. Oltre ad essere finanziata attraverso un Grant, la start-up è stata accolta presso l’acceleratore TIM#WCAP di Milano all’interno di un percorso d’incubazione. Ma prima di tagliare il traguardo di Working Capital, Slowfunding si è aggiudicata due “premi speciali” durante la TechGarage Basilicata 2014, finale della business plan competition Start Cup Basilicata ed è una delle startup selezionate da Intesa SanPaolo durante StartUp Initiative Smart Building & Construction 2014, selezione che offre la possibilità alle startup più valide di incontrare potenziali investitori finanziari e partner industriali.

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