14nov

Spedingo: la Bla Bla Car dei mobili che riempie i camion e svuota le autostrade

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Quanti camion circolano – vuoti – sulle nostre autostrade? E quanto costa trasportare un mobile o un’auto, da Milano a Roma, per esempio?

 

Da queste due domande apparentemente semplici è nata Spedingo, una start-up molto interessante che mette insieme domanda (di privati) e offerta (da trasportatori) per abbattere i costi di traslochi e spedizioni… e anche un po’ il traffico.

 

“Spedingo è un marketplace virtuale nel settore dei trasporti”, dice uno dei due fondatori, Marco Tontini, a L’Arancia. “L’idea ci è venuta due anni fa, dopo aver visto quanto costava spedire uno scooter da una parte all’altra dell’Italia. E nel frattempo dopo aver scoperto che il 25% dei camion viaggia desolatamente vuoto.”

 

L’idea di Spedingo, una sorta di Bla Bla Car dei pacchi, è molto semplice: “sfruttare lo spazio nei viaggi di ritorno dei camion, dopo che hanno già effettuato una consegna, e che normalmente viaggerebbero vuoti.”

 

“Si tratta di una inefficienza tipica del sistema”, continua Marco: “i trasportatori per ovviare a questo problema cercano di organizzarsi chiamando conoscenti e colleghi, per sapere se qualcuno è interessato alla loro tratta di ritorno, magari a prezzi scontati. Esiste anche un sistema, che è la Borsa Carichi; però è complicato, farraginoso, si comunica via telefono o addirittura col vecchio fax. Noi abbiamo pensato a come mettere in contatto la domanda e l’offerta in un modo più moderno.”

 

Continua Marco: “con Spedingo il privato interessato a una spedizione di un mobile, un motorino, un’auto, insomma qualcosa che non può partire per posta, invia al nostro sito la sua domanda, che viene pubblicata sul nostro sito. I trasportatori, tramite computer o spesso su smartphone, mentre sono sul camion, vedono le richieste e inviano un preventivo.”

 

“L’idea, che permette ai privati di risparmiare anche fino al 70% rispetto a una spedizione standard, favorisce in particolare i piccoli trasportatori: delle aziende che si sono associate a Spedingo, circa 450, la maggioranza è composta da piccole e piccolissime imprese, dotate di uno o due mezzi.”

 

Ed è un’idea sta funzionando molto bene: Marco e l’altro socio, Marco Tamanti, hanno fondato la loro start-up nel 2012, e attualmente il sito registra trentamila visitatori unici al mese. Per fondare la loro impresa non hanno fatto ricorso a finanziamenti bancari.

 

“Abbiamo fondato una srl tradizionale con risparmi nostri, che comunque sono stati nell’ordine di poche decine di migliaia di euro.”

 

Per adesso Spedingo non è ancora il loro primo lavoro (Tontini per esempio lavora nel campo della finanza) e non hanno una sede fissa, in questo modo risparmiamo molto sui costi fissi. “Ma contiamo di arrivare presto al pareggio di bilancio, assumendo anche le cinque persone che al momento collaborano con noi da remoto.”

 

“E se devo dare un consiglio agli aspiranti imprenditori o startupper – conclude Tontini – direi proprio di pensare a un business che raggiunga velocemente il pareggio.”

 

Perché un conto sono le grandi start-up americane della Silicon Valley, “che poi vengono acquistate dai grandi colossi; un altro è la nostra realtà, dove è meglio pensare subito alla sostenibilità finanziaria.” E anche a quella ambientale: razionalizzando un po’ i carichi, si svuoterebbero un po’ le autostrade e anche l’ambiente ne avrebbe beneficio.

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